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Cori alpini da scaricare


  1. La Montanara
  2. Protetto: File da scaricare
  3. The Biographies
  4. CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI

DOWNLOAD BRANI della fanfara e del coro della Brigata Alpina Tridentina. CORO. Titolo. Tempo. Dimensione. 1. Sul cappello. F. Gervasi, 2'56", KB. 2. Joomla! - the dynamic portal engine and content management system. Questa bellissima canzone inventata dagli alpini Da Udin siam partiti da Bari siam passati, Durazzo siamo scesi in. Cori, inni, marce, segnali militari di vario genere e non solo in italiane ma anche straniere in mp3 da scaricare dai link qui di seguito. Autori Vari - Canti alpini e. Canti degli alpini (Coro della S.A.T) Coro Alpino Oi de la valcamonica (Canto lombardo). 8 Quel mazzolin di fiori (Canto degli alpini). Era una .

Nome: cori alpini da scaricare
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Leggi i dettagli. Vicenza e btg. Val Leogra. Show More. Associazione Nazionale Alpini. Cent'anni in cammino con l'Italia Cent'anni in cammino con l'Italia.

Lo scopo è quello di stimolare nei ragazzi la percezione delle varie componenti del messaggio musicale cantato tramite l'esecuzione dal vivo di una serie di brani a cappella del repertorio del coro Stelutis. Qui a fianco alcune dell e Associazioni e iniziative benefiche che abbiamo sostenuto ed alle quali abbiamo dato ospitalità negli anni precedenti.

Archiviazione ed elaborazione dati dei canti. APS - Associazione di Promozione Sociale ricerca, elaborazione, esecuzione di canti popolari emiliani. Coro Stelutis. Ascolta l'inizio: Scarica il file MP3. Pappa papappappà pappa papappappà. This website requires cookies to provide all of its features.

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La Montanara

MAIL: ic-bsa beniculturali. Forse proprio da una delle molteplici versioni dell'antica villanella, diffuse in tutta l'area centrale e nord-italiana e tramandatesi fino al primo novecento per tradizione orale, potrebbe essere derivata, dopo svariate modificazioni, la nostra suggestiva canta alpina, a testimonianza delle molteplici, complesse e misteriose relazioni che regnano nel sorprendente mondo della canzone popolare.

E vien da basso o Celestina ch'è rivà il tuo primo amore. Dove sei stato mio bell'alpino che ti g'ha cambià colore. L'è stata l'aria dell'Ortigara che mi g'ha cambià colore. I tuoi colori ritorneranno questa sera a far l'amore. Dove sè stato, mio bell'Alpino, Che ti ga cambià colore? L'è stata l'aria dell'Ortigara, L'è stata l'aria dell'Ortigara, Che m'ha fat cambià color!

La sul Pasubio c'è un barilotto. Che m'ha fat cambià color! E' stato il fumo della mitraglia E' stato il fumo della mitraglia Che m'ha fat cambià color!

La melodia è semplice, lineare e molto orecchiabile, questo tuttavia non la priva di solennità. E Cadorna manda a dire che si trova là sui confini che ha bisogno degli Alpini per potersi avanzar. La fanteria è troppo debole i Bersaglieri sono mafiosi ma gli Alpini son valorosi su pei monti a guerreggiar. Cara mamma non tremare io non posso ritornare un Alpino militare deve fare il suo dover. Questi canti possono assumere anche l'inconscio significato di un estremo addio alla vita, ed è forse per questo che hanno spesso cadenze particolarmente tristi.

Un brano degli Alpini molto conosciuto, un inno alla giovinezza, all'amore.

Protetto: File da scaricare

L'è la partenza de lo mio amore, chissà quando ritornerà. Ma se ti trovo già maritata, ohi che pena ohi che dolor. Ohi che pena ohi che dolore la partenza de lo mio amore.

E col cifolo del vapore la partenza de lo mio amore. Canzone molto evocativa dell'alpino di guardia.

The Biographies

Melodia e cadenza prettamente popolari. Il canto si stacca dagli altri per il testo che pone in risalto con disarmata semplicità due degli aspetti più dolorosi della vita militare: i disagi e la lontananza. TESTO Era una notte che pioveva e che tirava un forte vento immaginatevi che grande tormento per un alpino che sta a vegliar.

A mezzanotte arriva il cambio accompagnato dal capoposto ohi sentinella torna al tuo posto sotto la tenda a riposar. Quando fui stato nella mia tenda sentii un rumore giù per la valle sentivo l'acqua giù per le spalle sentivo i sassi a rotolar. Mentre dormivo sotto la tenda sognavo d'esser colla mia bella e invece ero di sentinella fare la guardia allo stranier.

Era una notte che pioveva e che tirava un forte vento, immaginatevi che grande tormento per un alpino che stava a vegliar. A mezzanotte arriva il cambio, accompagnato dal capoposto.

Sentinella ritorna al tuo posto sotto la tenda a riposar. Quando fui stato sotto la tenda sentii un rumore giù per la valle, sentivo l'acqua giù per le spalle, sentivo i sassi a rotolar.

Mentre dormivo sotto la tenda sognavo d'esser con la mia bella, e invece ero di sentinella a fare la guardia allo stranier. La canzone ricorda con nostalgia i bei tempi nei quali la barca serviva al trasporto di cose e persone e qualche volta anche di rose, fiori e suonatori accompagnati da un fiasco di buon vino.

Barcarol del Brenta Oi barcarol del Brenta presteme la barcheta per andare in gondoletta su la riva del mar. Mi si che ve la presto, [ Mi se che te la impresto,] basta che la ritorna; se la barca se sprofonda [se la barce la se fonda] no ve [te] la presto più. Ci rivedremo ancora, forse da richiamati con gli zaini affardellati non ci vedremo più. La barca è preparata, [La barca è ritornata,] cinta di rose e fiori, e con dentro i cacciatori [ci sono dentro i cacciatori] del Settimo Alpin.

Del Settimo Alpini, del battaglion Cadore, addio mie belle more non ci vedrem mai più. Ci rivedremo ancora forse da richiamati, coi zaini affardellati ci rivedrem ancor.

La barca è ritornata cinta di rose e fiori e con dentro i cacciatori del Settimo Alpin. Bizzarra indeterminatezza circa la sponda su cui è situata l'osteria pare ancora esistente sul Piave.

Il canto, reso celebre dagli alpini, è in realtà derivato da più antiche versioni popolari, fra cui quella piemontese monferrina con il titolo La ragazza innamorata del soldato che presenta le più notevoli analogie di testo.

Attinenze di contenuto tematico si possono trovare anche in altri canti, come La bionda di Voghera canto della risaia e La bella filangera canto della filanda in cui ritorna il motivo della malattia dei nove mesi che si risolve, per l'imprudente fanciulla, con la nascita di un bel bambino rassomigliante in tutto Là c'è da bere e da mangiare ed un bel letto da riposar.

E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto, se vuoi venire, mia bella mora, questa è l'ora di far l'amor. Mi si ghe vegneria per una volta sola. Se sei da maritare dovevi dirlo prima.

Sei sempre stata coi veci alpini e non sei figlia da maritar. E dopo nove mesi è nato un bel bambino. Sputava il latte, beveva 'l vino, l'era figlio del vecio alpin.

Di qua, di là dal ponte ci sta una bella mora, tutte le sere resta sola, la resta sola a far l'amor. E dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto, e dopo aver mangiato, mangiato e ben bevuto: - Oh, dimmi o bella, se vuoi venire, questa è l'ora d'andar dormire. E dopo nove mesi è nato un bel bambino, non beve il latte ma ciuccia il vino, perchè figlio del vecchio alpin.

Il motivo iniziale di quest'ultima è fatto risalire ad una vecchissima canzonetta della guerra d'Abissinia riproposta poi, con l'aggiunta di altre strofe, nell'ultimo conflitto mondiale e precisamente sul fronte greco-albanese.

Tra i canti di soldati della guerra questo, insieme con Sul ponte di Perati, spicca nettamente per la sincerità di ispirazione e l'efficacia espressiva che possiede. Ci tocca di partire con la ristezza in cuor, lasciando la morosa con gli altri a far l'amor. La Grecia terminata a Udin siam tornati, che tosto per la Russia noi siamo destinati. E partiremo ancor con la tristezza in cuor lasciando la morosa con gli altri a far l'amor.

Motorizzati a piè, la piuma sul cappel, lo zaino affardellato l'Alpin l'è sempre quel! Da Udin siam partiti da Bari siam passati Durazzo siamo scesi in Grecia destinati Ci tocca di partire con la tristezza in cuore lasciando la morosa con gli altri a far l'amor La Grecia terminata a Udin siam tornati e tosto per la Russia noi siamo destinati E partiremo ancora con la tristezza in cuore lasciando la morosa con gli altri a far l'amor Motorizzati a piè la piuma sul cappello lo zaino affardellato l'alpin l'è sempre quello.

I canti degli alpini non sono sempre canti di guerra ma,anche di momenti di normale andamento della vita quotidiana. Si assiste ad un botta e risposta tra i due con i loro sentimenti e le loro paure. Oi barbiera bella barbiera bella la barba se mi la barba se mi vuoi far. Lo cantavano anche i montanari di Rotzo, in quel di Asiago, proprio quando era cominciata la Strafe - Expedition, mentre andavano verso la frontiera. La melodia invece è molto più vecchia: ricorda infatti un canto della filanda: Quei bersaglieri che vanno in Egitto.

In questa versione il canto ha assunto un piccolo adattamento armonico, nel variare dal tono minore - che conferisce alle prime due strofe un forte senso patetico - al tono maggiore che valorizza l'aspetto fiero e marziale dell'ultima strofa. Prendi la secchia e vattene alla fontana, là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta. Prendi il fucile e vattene alla frontiera: là c'è il nemico che alla frontiera aspetta. O Dio del cielo,se fossi una rondinella, O Dio del cielo,se fossi una rondinella, vorrei volare, vorrei volare vorrei volare in braccio alla mia bella vorrei volare, vorrei volare vorrei volare in braccio alla mia bella.

Prendi la secchia e vattene alla fontana prendi la secchia e vattene alla fontana, là c'è il tuo amore là c'è il tuo amore là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta là c'è il tuo amore là c'è il tuo amore là c'è il tuo amore che alla fontana aspetta.

Prendi il fucile e vattene alla frontiera, prendi il fucile e vattene alla frontiera là c'è il nemico là c'è il nemico là c'è il nemico che alla frontiera aspetta là c'è il nemico là c'è il nemico là c'è il nemico che alla frontiera aspetta.

Da "Brig", parola celtica che significa altura, si fa derivare il nome di Brianza, cioè di quella regione tutta poggi e colline che stendendosi a nord di Milano raggiunge i primi contrafforti alpini dei laghi di Como e Lecco. Nato dalla collaborazione di Santucci e Carniel, questo canto ebbe il suo battesimo nel quando, presentato dal coro S.

Cantava avere te voglio, o morire. Lei dalla torre lo vedea salire; disse alla sentinella che stava sopra il ponte tira una freccia in fronte a quello che vien su. Anche la sentinella che stava sopra il ponte fu trasformata in monte: e la Grignetta fu.

Noi pur t'amiamo d'un amor fedele montagna che sei bella e sei crudele; e salendo ascoltiamo la campana d'una chiesetta che a pregare chiama. Noi ti vogliamo, bella, che diventasti un monte, facciamo la croce in fronte: non ci farai morir. Lei dalla torre lo vedea salire. Disse alla sentinella che stava sopra il ponte: Tira una freccia in fronte a quello che vien su.

Anche la sentinella che stava sopra il ponte fu trasformata in monte e la Grignetta fu. Noi ti vogliamo bella che diventasti un monte; facciam la croce in fronte, non ci farai morir.

CORI ALPINI: TUTTI I CANTI DEGLI ALPINI

La mattina del 24 agosto , sul grande prato davanti a Villa Dolfin, alla presenza del Re D'Italia, Vittorio Emanuele III e delle autorità militari, viene eseguito, per la prima volta, l'inno scritto da De Bono e musicato da Meneghetti. Data la popolarità in breve raggiunta da questa canzone patriottica ed anche per evitare che la stessa fosse preda di qualche speculatore che voleva attribuirsene la paternità, il testo e la musica furono depositati a tutti gli effetti legali dal Generale Emilio De Bono e dal Capitano Antonio Meneghetti che ne affideranno diffusione e stampa alla ditta Carisch di Milano.

L'intento era che questo Inno, nato tra le trincee ed il fango, dallo spunto di un Patriota che scrisse la prima frase sul muro di una casa distrutta dal nemico invasore, servisse a ricordare ai posteri chi si è immolato sul campo dell'onore donando la propria vita per la Patria con sulle labbra, prima di morire la frase: "Monte Grappa tu sei la mia Patria". Monte Grappa, tu sei la mia patria, sovra te il nostro sole risplende, a te mira chi spera ed attende, i fratelli che a guardia vi stan.

Contro a te già s'infranse il nemico, che all'Italia tendeva lo sguardo: non si passa un cotal baluardo, affidato agli italici cuor. Monte Grappa, tu sei la mia Patria, sei la stella che addita il cammino, sei la gloria, il volere, il destino, che all'Italia ci fa ritornar.

Quale candida neve che al verno ti ricopre di splendido ammanto, tu sei puro ed invitto col vanto che il nemico non lasci passar. Ed i giorni del nostro servaggio che scontammo mordendo nel freno, in un forte avvenire sereno noi ben presto vedremo mutar. Canto militare della prima guerra mondiale, che si riferisce in particolare alla battaglia del Montello. La base che permise agli austriaci di attestarsi sul Montello fu Nervesa, piccolo paese in provincia di Treviso.

Anche in questo canto sono presenti, forse in forma meno consapevole ma altrettanto valida, gli stessi sentimenti che si trovano nei canti di contenuto più violento, a dimostrare come, di fronte al tragico quanto inutile evento della guerra, vi sia sostanziale unità nell'animo e nell'atteggiamento popolare. La tradotta che parte da Torino a Milano non si ferma più ma la va diretta al Piave cimitero della gioventù. Siam partitii in ventinove ed in sette siam tornati qua e gli altri ventidue son rimasti tutti a San Donà.

Cara suora son ferito a domani non arrivo più se non c'è qui la mia mamma questo fiore me lo porti tu. A Nervesa c'è una croce, mio fratello sta sepolto là io ci ho scritto su Ninetto, chè la mamma lo ritroverà. La tradotta che parte da Torino, a Milano non si ferma più, ma la va diretta al Piave, cimitero della gioventù.

Siam partiti, siam partiti in ventisette, solo in cinque siam tornati qua e gli altri ventidue son rimasti tutti a S. A Nervesa, a Nervesa c'è una croce, mio fratello è sepolto là, io ci ho scritto su Ninetto, che la mamma lo ritroverà. Cara suora, cara suora son ferito, a domani non arrivoi più, se non c'è qui la mamma un bel fiore me lo porti tu.

La cima del Montello sarà un macello. Scrivo una letterina: sarà d'amore. La punta del mio cuore sarà la penna. La cima del Montello sarà, la cima del Montello sarà, la cima del Montello sarà un macello.

Scrivo una letterina, scrivo una letterina, scrivo una letterina sarà d'amor. La punta del mio cuore, la punta del mio cuore, la punta del mio cuore sarà la penna. La coscrizione obbligatoria, cominciata con la Rivoluzione Francese, si fece sentire pesantemente in Italia al tempo della dominazione di Napoleone I che, con tutte le guerre che faceva, aveva un gran bisogno di soldati. Luglio Tutte le cifre di una grande Adunata 15 Maggio Cappelli trovati e persi a Milano 15 Maggio Gli applausi di Milano agli 80mila Alpini in sfilata 12 Maggio Il ringraziamento del Presidente del Comitato Organizzatore alle autorità, alle istituzioni Adunata Rimini Guarda tutte le Gallerie.

A Imola una mostra sui prigionieri italiani nella Grande Guerra 16 Ottobre 0.