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Normativa scarico acque meteoriche


Per quanto riguarda le. Cioè il suo titolare verrebbe assoggettato alla normativa tecnica, amministrativa e penale più severa – sulle acque reflue industriali – perché lo scarico. Per acque meteoriche di dilavamento si intende la parte delle acque di una o di dilavamento possono essere oggetto di autorizzazione allo scarico, sulla base di di autorizzazione, salva una diversa previsione contenuta nella normativa. Le acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia (al di fuori di ipotesi giuridiche), sono di principio escluse dalla normativa sugli scarichi. La normativa nazionale in materia ambientale prevede che tutti gli scarichi Gli scarichi di acque meteoriche di dilavamento di prima pioggia.

Nome: normativa scarico acque meteoriche
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Guida breve acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia ID Le acque meteoriche di dilavamento e di prima pioggia al di fuori di ipotesi giuridiche , sono di principio escluse dalla normativa sugli scarichi art. Ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le regioni, previo parere del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, disciplinano e attuano: a le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate; b i casi in cui puo' essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa l'eventuale autorizzazione.

Le regioni disciplinano altresi' i casi in cui puo' essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari condizioni nelle quali, in relazione alle attivita' svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualita' dei corpi idrici.

E' comunque vietato lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee.

FVG A titolo esemplificativo si riportano alcune definizioni date dalle diverse Regioni es.

Le acque di seconda pioggia sono considerate non contaminate; d acque meteoriche di dilavamento: la parte delle acque di una precipitazione atmosferica che, non assorbita o evaporata, dilava le superfici scolanti; Sono ammesse soluzioni tecniche e gestionali che prevedano la raccolta delle acque meteoriche di dilavamento contaminate in idonee vasche a tenuta, nel rispetto anche della normativa di cui alla parte quarta del D.

Gli agglomerati con un numero di abitanti equivalenti superiore a devono essere provvisti di reti fognarie per le acque reflue urbane. Sono ammesse deroghe in caso di agglomerati numericamente inferiori. Ci sono diversi possibili recapiti o ricettori di uno scarico: fognatura pubblica, acque superficiali fossi campestri, canali, torrenti, corpi idrici artificiali, laghi, mare e suolo.

È vietato lo scarico diretto nelle acque sotterranee e nel sottosuolo, con le uniche eccezioni di: scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per scopi geotermici, delle acque di infiltrazione di miniere o cave o delle acque pompate nel corso di determinati lavori di ingegneria civile, ivi comprese quelle degli impianti di scambio termico; scarico di acque risultanti dall'estrazione di idrocarburi nelle unità geologiche profonde da cui gli stessi idrocarburi sono stati estratti ovvero in unità dotate delle stesse caratteristiche che contengano, o abbiano contenuto, idrocarburi, indicando le modalità dello scarico; scarichi nella stessa falda delle acque utilizzate per il lavaggio e la lavorazione degli inerti, purché i relativi fanghi siano costituiti esclusivamente da acqua ed inerti naturali ed il loro scarico non comporti danneggiamento alla falda acquifera.

È necessario rivolgersi al Comune sul cui territorio dovrebbe avvenire lo scarico idrico. A chi ci si deve rivolgere?

È necessario rivolgersi al SUAP del Comune per avere le informazioni circa la presentazione della richiesta di autorizzazione. Sono previste per le imprese delle procedure semplificate per il rinnovo delle autorizzazioni? Nei casi più semplici, quando non si prevede presenza di inquinanti, è sufficiente una vasca di accumulo, dotata di sfioratore e di elettropompa per il successivo svuotamento.

Se si prevede il trascinamento di sabbie e materiali oleosi è necessario installare vasche a più camere, dotate di sistema di decantazione e camera di raccolta dei materiali oleosi; questi ultimi, se presenti in notevole quantità, possono essere rimossi in modo automatico.

Un problema particolare è posto dalle acque di prima pioggia provenienti da aree ad intensa frequentazione di pubblico, come piazzali di centri commerciali, fast food, stazioni di servizio autostradali e simili.

In questi casi le acque di prima pioggia trascinano un rilevante quantitativo di solidi grossolani, come cartacce, pacchetti di sigarette, lattine vuote, sacchetti e altri rifiuti della più varia natura, che possono mettere in crisi i tradizionali sistemi di grigliatura.

In caso sia prevista la presenza di idrocarburi o sostanze oleose, sulla tubazione di uscita viene installato un disoleatore, generalmente del tipo a coalescenza. Un particolare problema di trattamento è posto dalle strade molto trafficate e dalle aree di parcheggio, dove le acque di prima pioggia contengono inquinanti nocivi come idrocarburi policiclici aromatici IPA provenienti dagli scarichi delle auto, metalli pesanti provenienti dalla corrosione delle auto e dal materiale di attrito dei freni , residui di sfregamento dei pneumatici.

Tutti questi inquinanti possono essere efficacemente degradati mediante speciali canalette filtranti, contenenti un materiale assorbente a base di matrici organiche che favoriscono la crescita di microorganismi biodegradatori e zeoliti, che trattengono i metalli pesanti mediante scambio ionico.