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  1. Fonti Papiracee
  2. Traduzione di "in gotico" in inglese
  3. L'area programmi su VOLftp

Se stai usando Windows, per riuscire ad installare i nuovi font scaricati da Internet sul tuo PC la prima cosa che devi fare è quella di. Per installare font sul tuo computer, che tu abbia un PC Windows oppure un Mac, Però mi raccomando, prima di scaricare e installare font e di servirtene in. Un font, in tipografia e in informatica, è il tipo di scrittura visibile su stampa e sullo schermo. I font sono i modelli grafici con cui si scrive al. Lettere TipografiaScrittura A Mano CorsivaMocaStampa Tipografica Calligraphy on parchment Calligrafia Dell'alfabeto, Suggerimenti Per La Scrittura . Waxe Font Letters Lettere Tipografia, Caratteri Scritti A Mano, Font Per Script, Pittura brush fonts, handwritten fonts and vintage fonts download for Windows and MAC. Royal Highness Font by Eric Vasquez Stili Di Carattere, Lettera Di Arte, . 4 x 6 print of my original artwork, painted in acrylics on goatskin parchment. Lettera H Cuore Digital Download Alfabeto iniziale Nome Glyph carattere font Tipografia Greatest Free Fonts Collection for Design Ui Ux, Stampa Di.

Nome: carattere stampa parchment windows scaricare
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: iOS. Windows XP/7/10. MacOS. Android.
Licenza: Gratuito (* Per uso personale)
Dimensione del file: 26.64 Megabytes

Vuoi creare dei bigliettini o dei poster diversi dal solito e per questo stai cercando dei caratteri di scrittura alternativi rispetto a quelli che sono integrati in Windows e macOS? Allora direi proprio che capiti nel posto giusto al momento giusto.

Si, hai capito benissimo! Nessun costo e nessuna fatica. Ce ne sono per tutti i gusti e per tutte le necessità. Posso sapere che cosa ci fai ancora li impalato? Posizionati bello comodo dinanzi la tua postazione multimediale ed inizia subito a concentrarti sulla lettura delle informazioni sul da farsi che trovi qui di seguito.

Comprende tutti i link, interni o esterni ad altri documenti. Risulta utile per contenere ad esempio le note a piè di pagina. È un macro-contenitore che raggruppa contenuti con lo stesso argomento. A differenza dei formati immagine raster comunemente utilizzati nei siti web come jpg e png , le immagini vettoriali non subiscono alterazioni se ingrandite o rimpicciolite, poiché descritte da vettori e non da pixel.

In questo modo è possibile creare layout che si adattano dinamicamente. È possibile creare immagini SVG interattive, cioè sensibili a seconda di determinati eventi come il click del mouse , il tutto con semplici stringhe di codice: SVG è un linguaggio testuale e aperto.

Si tratta di più di tag specifici che permettono di creare ogni tipo di espressione algebrica, interpretabile facilmente dai browser. MathML è una specifica del gruppo di lavoro sulla matematica del W3C, la cui versione 3.

È stata pubblicata nel da John Resig. La localizzazione avviene grazie alla tecnologia GPS presente negli Il codice JavaScript da utilizzare è il seguente: i In questo esempio il codice cerca di usare la localizzazione. Sono questi gli elementi che possono fare la differenza tra una pubblicazione cartacea e una digitale, e su cui bisogna puntare per offrire nuove esperienze di lettura. È uno strumento pensato per le webapp che, in questo modo, possono essere utilizzate anche in modalità offline.

È previsto uno spazio dai 5 ai 10 megabyte. Le specifiche CSS3 — non ancora ratificate ufficialmente dal W3C — si basano su quelle CSS2, ma portano con sé numerose migliorie che facilitano il lavoro del progettista grafico. In CSS3 le proprietà che hanno caratteristiche simili e sono affini tra di loro vengono raggruppate in moduli. Grazie a questa struttura schematica è possibile lavorare meglio con le proprietà e consentire una più rapida evoluzione delle stesse da parte degli sviluppatori.

Prima di diventare uno standard, un modulo deve superare una serie di livelli di revisione affinché venga ufficialmente raccomandato dal W3C. Verranno di seguito illustrate le proprietà che interessano l'editoria digitale. È possibile anche sfruttare servizi online come Google Fonts o FontSquirrel, che ospitano una collezione di font utilizzabili liberamente.

Una volta dichiarate le font da utilizzare tramite font-face, è possibile poi richiamarle tramite la proprietà font-family. È consigliato inserire comunque una font fallback, ovvero di ripiego nel caso in cui non dovesse funzionare la principale. Il modulo Media Queries permette di differenziare il layout a seconda del dispositivo di fruizione, aprendo la strada al Responsive Design o web design responsivo. Il termine è stato coniato nel da Ethan Marcotte in suo articolo per "A List Apart", rivista online specializzata in web design.

Marcotte sostiene che il futuro della progettazione di contenuti per il Web siano i layout fluidi, le immagini flessibili e le media queries. I layout basati sui limiti dello spazio su carta non valgono per la Rete, di fatto un contenitore estremamente flessibile.

The practice consists of a mix of flexible grids and layouts, images and an intelligent use of CSS media queries. As the user switches from their laptop to iPad, the website should automatically switch to accommodate for resolution, image size and scripting abilities. This would eliminate the need for a different design and development phase for each new gadget on the market. In questo modo non è più necessario creare layout complessi con immagini raster, con un conseguente miglioramento in velocità di caricamento del contenuto.

Con CSS3 il codice cromatico esadecimale viene affiancato da nuovi strumenti che permettono di assegnare i colori in maniera più efficace ed efficiente. Animazioni e transizioni — prima possibili soltanto facendo ricorso a plug-in esterni — ora sono integrati direttamente nel browser grazie alle proprietà descritte nei moduli transitions e animations.

Affinché questo avvenga è indispensabile quindi per un progettista grafico conoscere le basi dei linguaggi HTML e CSS per poter agire nativamente sul contenuto finale, anche se il suo compito non è quello di compilare il codice. La migliore gestione dei layout e delle immagini consente una migliore progettazione di riviste e fumetti; i libri scolastici potranno avvalersi di MathML e SVG per rappresentare formule matematiche e grafici.

Sempre nel suo articolo scrive:. Niente di più, niente di meno. Tutto il resto appartiene al web e alle app. La questione viene ripresa e appoggiata dal blog di BookRepublic. Se scrivere righe su righe di javascript non è ancora? È chiamato in causa, qui, non tanto il supporto JavaScript in sé, quanto chi è chiamato a progettare tali pubblicazioni. Questa molteplicità persiste naturalmente anche in fase di progettazione, poiché sono tanti i programmi destinati alla creazione di libri digitali.

I motivi sono molteplici: la tecnologia muta continuamente e non è ancora ben chiaro quale sarà il modello o i modelli? La sperimentazione richiede costi e tempi che gli editori spesso non possono permettersi, e il tutto spesso si riduce ad un PDF abbellito con qualche galleria inte-.

Sono in pochi ad osare, anche perché in alcuni casi si tratterebbe di rivoluzionare completamente il flusso di lavoro tradizionale di una redazione o casa editrice. Una codifica in digitale che non sempre riesce a dare qualcosa in più, e viene cannibalizzata dal mercato tradizionale.

Il fallimento del "The Daily", quotidiano della News Corp. Come mai un progetto nato con una redazione apposita e sviluppato a braccetto con Apple è fallito miseramente? A tal proposito Derek Thompson, redattore capo del "The Atlantic", afferma: "News Corp built a populist newspaper away from where the people are. Without it, we are reduced to linking out, which, while more simple for the reader on a digital device, is really no different to giving a source in a footnote in a printed book.

Esiste infine una terza fase, quella in cui il libro diventa oggetto di discussione da parte di classi. Il sistema pre-artefatto consiste in uno scambio limitato nel tempo tra l'autore e l'editore. Questo si conclude nella realizzazione del libro cartaceo, definito da Mod "Il Grande immutabile artefatto".

Il sistema post-artefatto mostra invece come i marginalia degli utenti contribuiscono all'essenza stessa del libro, rendendolo un progetto in continuo divenire.

Entrambe le vie possono essere percorse senza che una intralci l'altra. Open Bookmarks www. A system of unlocking.

A system concerned with engagement. And, of course, reading. Manifested properly, each new person who participates in the production of digital marginalia changes the reading experience of that book for the next person.

Digital marginalia is a collective conversation, cumulative stratum. Marginalia is, of course, nothing new. Spilling coffee on them. Covering them in the dirt and dust of travel. Sometimes deliberately, sometimes unknowingly marking them with memories. Really a sentence, question it.

Read a page, criticize it. Alcune funzionalità come la possibilità di annotare il testo, sottolinearlo, inviare quesiti e chiarimenti ad un altro lettore, condividere le note, riscriverle, fanno intravedere un revival e una nuova organizzazione delle note ai margini dei testi. Le pubblicazioni in ePub 3 sembrano al momento quelle più adatte ad offrire crossmedialità, rispetto degli standard, e supporto ai più recenti linguaggi del Web.

Donald A. It is through metarepresentations that we generate new knowledge, finding consistencies and patterns in the representations that could not readily be noticed in the world. La condizione necessaria è che tali artefatti sinsemici rispettino una precisa grammatica e utilizzino una serie di variabili grafiche adatte allo scopo: una variabile additiva come ad esempio la tonalità, la densità o la dimensione è adatta a rappresentare valori incrementali, mentre una variabile sostitutiva come il colore o la forma ha un forte potere associativo.

In linea di massima maggiore è la naturalezza della rappresentazione — ovvero la corrispondenza tra la cosa in sé e la sua resa grafica — maggiore è la facilità di comprensione. La rappresentazione in basso denota gli errori che sorgono quando si sceglie una variabile non appropriata: lo sforzo cognitivo è maggiore, la legenda diventa indispensabile e la natura stessa dei pattern porta a compiere delle associazioni sbagliate i pallini più grandi non rappresentano i valori maggiori.

The critical trick is to get the abstractions right, to represent the important aspects and not the unimportant. Steve Jobs ne era un forte sostenitore, ma sembra che oggi Apple voglia allontanarsi da questa filosofia.

Il problema non sta tanto nel recuperare metafore legate a oggetti tradizionali, quanto a una non reale corrispondenza tra le due parti del paragone.

In questo modo la conversione di una pubblicazione inizialmente progettata per la stampa in una versione digitale diventa piuttosto semplice.

Per compiere tutto questo processo sono necessari un account Adobe incluso nelle recenti versioni della Adobe Creative Suite e un account iTunes Connect gratuito soltanto nel caso si vogliano pubblicare libri scaricabili gratuitamente. È indispensabile infine un computer con sistema operativo Macintosh, necessario per poter comunicare con i server Apple.

È chiaro come da un lato sia semplice. Le applicazioni generate con Adobe DPS sono di fatto dei PDF con qualche forma di interattività: ogni articolo o sezione chiamato folio si sviluppa seguendo uno scrolling verticale, mentre con quello orizzontale si passa al contenuto successivo. Sui dispositivi dotati di retina display il testo non appare nitido, a meno che non sia prevista a monte una versione ad alta definizione. Keynote e Pages , il che consente anche ai principianti di poter creare facilmente contenuti anche grazie ai modelli inclusi.

Al momento in cui scrivo la versione in uso, la 2. Take the concept of a page, for example. But the page itself rarely represents a semantic break in the content. It will generate content that responds to the user, and it will engage people in new ways that television, newspapers, magazines and websites never could. Ogni tassello colorato corrisponde a un modulo che gestisce il corrispondente contenuto.

Una realtà molto simile a quella di Inkling — ma tutta italiana — è BEdita, framework per applicazioni Web nato dalla collaborazione tra le bolognesi Chialab e ChannelWeb.

BEdita è una sorta di CMS, che prevede diverse forme di pubblicazione a seconda delle necessità. BEdita è un progetto open source, rilasciato gratuitamente per opere aventi la medesima licenza, mentre per le pubblicazioni soggette a copyright è disponibile una licenza commerciale.

Di seguito la descrizione degli IeB dal sito dello studio ChiaLab: ' www. Si tratta di una lettura partecipata, in cui autori e lettori fanno parte di un sistema organico che prevede continui scambi. Per compiere l'indagine, si è cercato di capire se le pubblicazioni prese in esame soddisfano i parametri di seguito descritti. Inoltre sono stati considerati altri criteri, quali la coerenza nell'uso degli elementi dell'interfaccia e l'utilizzo di layout coerenti con il mezzo d'uso.

Le cose complesse possono richiedere spiegazioni, ma quelle semplici non dovrebbero averne bisogno. Un pulsante che cambia colore quando premuto o una barra di caricamento sono esempi di feedback visivi, ma esistono anche feedback sonori es. I contenuti progettati nativamente per pubblicazioni digitali sfruttano al massimo le specificità del mezzo.

Queste permettono di migliorare la comprensione, di superare la linearità del testo, di offrire maggiori contenuti e soprattutto differenziati rispetto alla controparte cartacea. Un esempio è The Silent History, romanzo digitale per iPad che offre capitoli extra soltanto se il lettore si trova in determinate aree geografiche legate alla trama del libro; tutto questo ovviamente è possibile grazie alla geolocalizzazione offerta dal dispositivo.

Le potenzialità sono praticamente infinite. Per ogni pubblicazione digitale sono state selezionate una serie di schermate che mostrano riassunte le caratteristiche innovative secondo i parametri enunciati sopra. Piattaforma: iOS iPhone e iPad. Contenuti audio e video Gli articoli sono arricchiti da video e commenti audio. Per non appesantire la pubblicazione ciascuno di essi si scarica a parte, ma il download richiede pochi secondi.

Naturalmente in assenza di connessione Internet la fruizione non è possibile. The landscape offers even more white space. Why not use it? In a medium with infinite vertical space there is no need to create dense multi column layouts.

Yes, multi-columns look classy-classic but so do heavy black rotary telephones. In practice, multi column article pages are as useful as heavy dial disc cellphones. Le parti che sono tappabili hanno la giusta affordance e sembrano pulsanti. Testo aperto Tipologia: manuale di biologia. Piattaforma: iOS. Contenuti: è un libro di testo di scienze progettato da zero con iBooks Author. Rispetto ad un manuale tradizionale integra modelli 3D, gallerie fotografiche, video e quiz. È presente un glossario che rimanda al contenuto corrispondente nel testo.

Le equazioni matematiche sono scritte in linguaggio MathML, e in ogni momento è possibile consultare contestualmente il dizionario. Navigazione lineare. La navigazione riprende molto quella di "Our Choice", progetto di Mike Matas per anni product designer presso Apple. Ogni capitolo contiene al suo interno tante piccole miniature corrispondenti alle pagine che lo compongono. Le interazioni necessarie per aprire e chiudere i contenuti interattivi mancano in alcuni casi di consistenza: in alcuni casi basta effettuare uno zoom and pinch e in altri invece è necessario toccare dei pulsanti appositi.

Essendo poi il libro un manuale scolastico, risultano molto utili i quiz a fine capitolo e le schede studio legate al glossario. Tipologia: magazine digitale. Contenuti: è una rivista dedicata principalmente ad un pubblico femminile. Gli articoli riguardano cucina, fai da te, benessere, stili di vita. Tutte le immagini che mostrano oggetti hanno in didascalia il relativo link per acquistarli online.

Tipologia: aggregatore di notizie. Piattaforma: iOS, Android. Contenuti: è un aggregatore di notizie profondamente integrato con i social network e sapientemente disegnato.

È sufficiente selezionare le fonti tra quelle autorevoli consigliate in vetrina, o semplicemente fornendo un feed RSS e scegliere di integrare o meno le notizie provenienti dai propri contatti presenti sui social network quali Facebook e Twitter.

La navigazione ricalca quella di un libro: è sufficiente sfogliare le pagine trascinandole da destra a sinistra. Le eventuali immagini a corredo seguono il flusso del testo ed è comunque possibile a fine articolo aprire il link originario.

Se la fonte invece è una serie di immagini come un flusso di px o di Instagram , il layout mostra le foto secondo una griglia preimpostata, utilizzando uno sfondo adeguato. L'applicazione è rivolta ai genitori che vogliono condividere l'esperienza d'utilizzo dell'iPad con i loro bambini, al fine di educarli sia per i contenuti offerti che per la modalità di fruizione degli stessi.

Ogni giorno viene pubblicato un contenuto diverso: troviamo favole, tutorial per costruire giocattoli, esercizi didattici e videogiochi. Contenuti: gli articoli — pensati per essere fruiti dai bambini anche insieme ai loro genitori — comprendono storie, interviste, tutorial, giochi ed esercizi didattici.

Semplicità e linearità. L'interfaccia è pensata per chi usa principalmente l'applicazione: un bambino. Questo risulta molto utile per un bambino che si appresta ad utilizzare per la prima volta un tablet. La stessa semplicità è riscontrabile nelle illustrazioni realizzate da diversi designer di spicco quali Olimpia Zagnoli e LaTigre e nelle metafore utilizzate all'interno dell'applicazione.

Per poter leggere ad esempio un articolo bisogna spendere un numero tot di bolle, acquistabili tramite la funzione in-app di AppStore. Tipologia: editoria scolastica. Piattaforma: Web. Contenuti: offre gli stessi contenuti dei libri di testo della Zanichelli, in aggiunta a una serie di servizi che sfruttano a pieno le potenzialità dei dispositivi digitali.

Il libro di testo in Rete Gli "Interactive eBook" di Zanichelli portano in Rete il contenuto dei libri di testo tradizionali, ma non si limitano a una mera trasposizione digitale. Grazie alle potenzialità offerte dai nuovi linguaggi di Internet è possibile fruire gli IeB su tutti i dispositivi, dal computer al tablet. È sufficiente collegarsi al sito Zanichelli.

Fonti Papiracee

Apprendimento senza soluzione di continuità I contenuti del libro corrispondono a quelli dell'applicazione, mantenendo la numerazione delle pagine e l'articolazione degli elementi.

Questo permette di passare in qualsiasi momento da un mezzo cartaceo o digitale all'altro senza problemi. Interfaccia invisibile All'interno dell'applicazione viene dato ampio spazio ai contenuti, mentre l'interfaccia è relegata ai bordi dello schermo. Le aree interattive all'interno dei contenuti invece non sempre hanno evidenti feedback ed affordance, il che li rende di primo acchito statici. Il Progetto Per comprendere meglio quanto emerso dalla stesura di questa tesi, è stato sviluppato un iperlibro per iPad.

Questo progetto adotta quindi un approccio sperimentale nei confronti della progettazione, per illustrare più chiaramente quali possano essere i vantaggi ed i limiti degli strumenti attualmente disponibili. La scelta dello strumento principale da adottare è ricaduta su Apple iBooks Author, un software gratuito e dall'utilizzo abbastanza immediato, di cui si è già parlato.

Di contro, tutti gli altri programmi hanno costi piuttosto elevati o sono orientati ai grandi editori come, ad esempio, la Adobe Digital Publishing Suite , oppure richiedono lunghi tempi di sviluppo come, ad esempio, Sigil , o non sono ancora sufficientemente maturi e stabili. Nelle prossime pagine verranno descritte le scelte progettuali che hanno portato alla creazione della pubblicazione digitale per iPad. I contenuti ricalcano quelli presenti in questa pubblicazione cartacea, ma opportunamente declinati per il supporto digitale: la storia del libro elettronico, ad esempio, trarrà beneficio da una timeline interattiva; le sezioni relative ai linguaggi di programmazione consentono di interagire con il codice stesso; i filmati aggiungono ulteriore contenuto rispetto a quello scritto.

In modalità portrait il testo si dispone su un'unica colonna, con un margine a sinistra per le immagini e i contenuti interattivi; in modalità landscape la gabbia prevede due colonne intervallate dai widget quando presenti. La navigazione all'interno delle pagine avviene attraverso la touch gesture definita flick, che consiste nel posizionare un dito sullo schermo e spostarlo velocemente nella direzione desiderata. Il risultato è lo spostamento della pagina e quindi del contenuto con un movimento fluido detto scrolling.

Questo tipo di navigazione è strettamente legato all'orientamento del dispositivo e quindi al layout dei contenuti. In modalità portrait il flick avviene in verticale, mentre in modalità landscape avviene in orizzontale, facendo intuire quindi la disposizione nello spazio lungo l'asse orizzontale o verticale delle pagine successive e precedenti.

Tuttavia, mentre in modalità landscape lo spostamento all'interno dell'iperlibro mostra un vero e proprio stack di pagine, disposte una sopra all'altra, in modalità portrait l'esperienza è quella di uno scrolling continuo dall'alto verso il basso e viceversa. Questa scelta per l'interfaccia e per l'esperienza d'uso suggerisce un primo tentativo di andare oltre il concetto di "pagina" tradizionale, valicandone i confini.

L'indice viene generato automaticamente da iBooks Author, con poche possibilità di personalizzazione. Ad ogni capitolo è stata associata un'icona dal forte segno grafico, che richiama gli altri elementi utilizzati per le didascalie, i link e il glossario basati sul carattere open source IconicStroke.

Le parole 'attive' come i link o i lemmi presenti nel glossario sono segnalate in ciano, con un peso maggiore, per segnalare chiaramente all'utente quali siano le zone con cui è possibile interagire e quindi, in questo caso, fare tap. Crediamo che lo studio e la comprensione delle costruzioni sintattiche più avanzate e ragionate, ovviamente proposte ad un pubblico di discenti che abbiano già consolidato le strutture di base —ma senza capirne che la forma superficiale— possa dunque fornire uno strumento di evoluzione e labor limae linguistico di grande valore e significato.

Il discente, infatti, non sarà più legato solamente alle regole grammaticali studiate in classe, ma sarà in grado di effettuare un ragionamento più articolato e interio- rizzare meccanismi linguistici sofisticati. Linguaggio e cultura nella civiltà araba Ed. Torino: Zamorani.

Milano: Rizzoli. Bianchi, C. Pragmatica del linguaggio 1. Roma: GLF editori Laterza. Washington: Georgetown University Press. Gruntfest, Y.

Medieval Arabic Grammarians — First Transformationists? Zeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft, 2. Rivista degli studi orientali, 69, 1— Levin, A. Journal of the American Oriental Society, 2 , — Owens, J. The foundations of grammar: an introduction to medieval Arabic grammatical theory. Amsterdam; Philadelphia: John Benjamins Pub. Puglielli, A.

Cesena: Caissa Italia Linguistica. Solimando, C. Roma: Edizioni Nuova Cultura. Grammatica teorico-pratica della lingua araba, Vol. Versteegh, C. The Arabic Terminology of Syntactic Position. Arabica, 25 3 , — Encyclopedia of Arabic language and linguistics. In Historiographia Linguistica, 21 3 , — Lyon: ENS Editions. Lanza sottomesse. Questi idiomi tipologicamente simili condividevano la caratteri- stica di essere linguaggi di tipo sintetico.

Le varietà di arabo parlate dagli ebrei che vivevano in paesi arabofoni diedero vita alle lingue giudeo-arabe. Tra le lingue giudaiche, il giudeo-ara- bo, il giudeo-spagnolo e lo Yiddish sono state quelle con maggior impatto sulla cultura e sulla civiltà ebraica, a partire dalla prima diaspora, ma tra tutte il giudeo-arabo è il più significativo in termini di aree di diffusione, durata di attestazione6, e per il sostanziale contributo7 che ha apportato alla tradizione storico-letteraria ebraica ed arabo-islamica.

Basti pensare al patrimonio della Geniza del Cairo: il locale attiguo alla sinagoga di Ben Ezra dove una innumerevole quantità di documenti venne dimenticata, e riscoperta solo a partire dal diciannovesimo secolo, grazie alla spedizione di Solomon Schechter studioso ed esperto di letteratura rabbinica e talmudica nel Le particolari condizioni ambientali della Geniza contribuirono alla preservazione degli scritti che rappresentano, ad oggi, la più considerevole testimonianza della vita sociale e religiosa degli ebrei in Egitto, il più grande tesoro sul mondo ebraico medievale mai sco- perto.

Oltre ad opere religiose testi biblici e talmudici , sono state portate alla luce lettere personali, avvisi, contratti matrimoniali, quaderni scola- stici, documenti che aprono un vivido spaccato sulla vita domestica, eco- nomica e culturale delle regioni del nord Africa e del mediterraneo orien- tale tra il decimo ed il tredicesimo secolo, offrendo un quadro dettagliato delle relazioni tra i membri delle tre maggiori religioni del tempo: Islam, Ebraismo, Cristianesimo.

La preziosità della moltitudine di frammenti8 riportati alla luce nella metropoli egiziana, non solo ha rivoluzionato gli studi sul giudaismo medievale, ma continua parallelamente ad essere fonte di ricerca inestimabile per arabisti, islamisti, e classicisti. Solo i fogli conservati nella University Li- brary di Cambridge sono mila. Il numero di testimoni di tipo non letterario è im- possibile da decifrare, ma i documenti letterari sono almeno mila Goitein, Lanza lazione ebraica per più di otto secoli, tanto da rappresentare un fenomeno storico-culturale senza precedenti, tuttavia il giudeo-arabo non rientra ad oggi in nessun programma di insegnamento universitario italiano.

In que- sta sede si ragionerà pertanto sulla fattibilità di proporre un programma di insegnamento del giudeo-arabo ipotizzando eventuali strumenti didattici, presupponendo che esso possa diventare parte delle competenze del curri- culum di un arabista. Il dizionario si basa sui testi dei più grandi studiosi del- la letteratura giudeo-araba medievale come Saadia Gaon, Judah Halevi e Maimonide.

Tra i maggiori specialisti, tuttavia, vale la pena citare gli studi di Benjamin Hary; egli ha scritto sul giudeo-arabo e medio arabo cfr. Chiesa, Giudeo-arabo: quale lingua? La letteratura giudeo-araba è molto vasta, ricca e variegata. È in questo periodo, infatti, che assistiamo alla massima creatività ed espressione intellettuale degli scrittori ebrei, i quali, per anni confinati in temi di carattere religioso, svilupparono una letteratura decisa- mente eterogenea.

Di conseguenza, se per i mu- sulmani il Corano rappresentava il miracolo della rivelazione, espresso in uno stile inimitabile, allo stesso modo gli ebrei avvertirono la necessità di beneficiare della perfezione della lingua della Bibbia, che mantennero, esaltandola, attraverso la poesia One of the outward marks of this separation was the fact that the bulk of Jewry, bar the intelligentzia, could scarcely read Arabic characters: they used, in the writing of both Hebrew and Arabic, their Hebrew script.

Caratteristiche ortografiche Il maggiore ostacolo che un potenziale apprendentente dovrà affronta- re è dunque quello grafico in quanto gli autori ebrei tendevano, di norma, a mantenere la propria ortografia, incluse le forme finali delle lettere ed occasionalmente il proprio sistema vocalico.

Lanza 3. Ipotizzando strumenti didattici 3. Il vantaggio delle antologie è la possibilità di raccogliere un numero finito e selezionato di testi e autori, volto ad approfondire la grammatica e la letteratura di riferimento. Di diverso stampo le antologie che continuarono ad essere pubblicate in Italia in epoca più moderna, le quali sembrano allontanarsi dal primo obiettivo di insegnamento della lingua, mirando piuttosto a pro- porre un quadro artistico e storico-letterario della cultura arabo- islamica.

E in aiuto di questi principalmente, quando io ho trovato nelle parole che reco degli autori, qualche difficoltà nella quale ho giudicato non poter valere o non essere sufficienti i vocabolarii, ho posto appié delle pagine certe noterelle, che dichiarano brevissimamente quelle tali voci o quelle locuzioni difficili.

Tufarulo, È possibile classificare il giudeo-arabo in due grandi periodi: giudeo-arabo medievale fino al quindicesimo secolo e giudeo-a- rabo tardo dal quindicesimo al ventesimo secolo. La classificazione segue principi temporali. Come la sua definizione lascia intendere, questo tipo di ortografia marca graficamente il suono delle parole, piuttosto che gli elementi morfologici.

Semiconsonanti utilizzate invece spesso per la rappresentazione della geminazione: es. Nonostante questo tipo di ortografia sia tipica del periodo giudeo-ara- bo classico, venne utilizzata in misura minore anche successivamente.

Sul lessico di Maimonide abbiamo oggi anche a disposizione un ricco diziona- rio arabo-tedesco di Friedlaender pubblicato a Francoforte nel Judah ben David Hayyuj è considerato il fondatore della linguistica e della grammatica ebraica. Attraverso uno studio sui verbi irregolari, e le teorie elaborate dai grammatici arabi, fu il primo a stabilire il principio delle tre radicali che regola il sistema linguistico ebraico.

Eventuali difficoltà: una panoramica 4. Come abbiamo visto, la culla la filosofia razionale. I casi che ne derivano sono dunque forme eccessivamente corrette e mancanti di elementi dialet- tali.

Di norma, dunque, i documenti esibiscono una miscela di 29 Leslau in Hebrew Elements in the Judeo-Arabic Dialect of Fez evidenzia che la maggior parte dei vocaboli ebraici appartenevano alla sfera della religione es. Blau, — In Cod. Per le sue caratteristiche lingustiche, lo studio di testi redatti in giudeo-arabo risulta più immediato per un arabista, il quale andrebbe ad incontrare come maggiore ostacolo, la barriera ortografica, piuttosto che per un ebraista il quale, nonostante la facilità nella lettura, necessiterebbe di elevate competenze in arabo classico per comprenderne il significato.

Come si è visto, infatti, il sistema di corrispondenza presenta un rapporto tra le lettere dei due alfabeti di tipo , talvolta , raramente Ciononostante, sono pochi gli arabisti che in Italia si interessano di questa varietà linguistica, trattata ad oggi come una disciplina di nicchia, posta ai confini delle specializzazioni arabistiche ed ebraistiche.

Lanza rico-sociologica a favore della rivalutazione del dialogo sociale ed interreligioso. Targum: traduzione aramaica della Bibbia, Peshitta: traduzione siriaca della Bibbia etc. E ancora, continuan- do a navigare tra le varietà, le traduzioni giudeo-arabe se pur caratterizzate da un linguaggio settoriale risulteranno probabilmente più vicine e fami- liari di molti testi documentari appartenenti ad esempio alle collezioni della Geniza , i quali tendono ad un registro più informale, e per lo studio dei quali il livello di specializzazione dello studioso linguistica tenderà ad essere più elevato.

Lanza Bibliografia Blau, J. A Grammar of Mediaeval Judaeo-Arabic. London: Oxford University Press. Judaeo-Arabic Literature: Seleced Texts. Jerusalem: Magness Press. Studies in Middle Arabic and its Judaeo-Arabic variety. Jerusalem: Magnes Press, Hebrew University. Are Judaeo-Arabic and Christian Arabic misnomers indeed?

Jerusalem Studies in Arabic and Islam, 24, 49— Oriens, 36, 1. A Handbook of Early Middle Arabic. Chiesa, B. Il giudeo-arabo. Problemi e prospettive con un esempio il primo trattato di fonetica ebraica. Pisa; Roma: Fabrizio Serra Editore. Fischer, A. Arabische Chrestomathie Aus Prosaschriftstellern. Leipzig: Veb Verlag Enzyklopädie. Friedlaender, I. Frankurt: Verlag Von J. Milano: Nuova Accademia Editrice. Goitein, S. Grünert, M. Arabische Lesestücke.

Prag: G. Judeo-Arabic Literature. Finkelstein A c. Hary, B. The importance of the orthography in judeo-arabic texts. Division D, 1, 77— Jerusalem: World Union of Jewish Studies. Judeo-Arabic in Its Sociolinguistic Setting. Language and Culture in the Near East, 15, 73— Adaptations of Hebrew Script. In Daniels, P. New York: Oxford University Press. Bridging the Cultures of Hebrew and Arabic. In Hary, B. Essays in Honor of William M. Brinner, vol.

XXVII, — Leiden; Boston and Köln: Brill. Leiden; Boston: Brill.

Traduzione di "in gotico" in inglese

Judeo-Arabic as A Mixed Language. In Zack L. Hopkins, S. Jerusalem: Ben-Zvi Institute. On Early Judaeo-Arabic Orthography. Zeitschrift für Arabische Linguistik, 12 , 9— Lanza, V. Commentario al Cantico dei Cantici: Analisi di un manoscritto giudeo-arabo medievale Tesi magistrale.

Università di Roma Tre. Leopardi, G. Crestomazia italiana. Milano: Ant. Leslau, W. The Jewish Quarterly Review, 36 1 , 61— Mascitelli, D.

Morali, O. Crestomazia Greca ad uso dei Ginnasi della Lombardia. Nallino, C. Lanza Pozzoli, A. Storia e antologia della letteratura araba. Milano: Sonzogno. Stillman, N. Manchester: University of Manchester. Tobi, Y. Tufarulo, G. Giacomo Leopardi e la nascita della Crestomazia italiana.

Zack, L. Middle Arabic and mixed Arabic: diachrony and synchrony. Boston: Brill. Zuretti, C. In Enciclopedia Italiana, vol. Lo studio che presentiamo intende illustrare il legame che una catego- ria particolare di arabofoni, vale a dire la seconda generazione di arabi che vive in Italia, ha con la lingua araba.

Per ragioni accademiche, Cristina Solimando si assume la responsabilità dei parr. Salem, C. La lingua araba tra realtà e costruzione identitaria Ormai da diversi decenni si parla di diglossia, pluriglossia, continuum di- glossico, arabo mediano.

Ferguson parla anche della differenza di prestigio come una delle proprietà fondamentali della diglossia, tanto che molto spesso gli arabofoni negano al dialetto il suo essere lingua materna.

Il binomio lingua-identità è declinato in termini di lingua clas- sica-identità. Solimando che essa rappresenta il mezzo privilegiato per conoscere meglio le proprie origini etniche e religiose, per accedere al patrimonio culturare arabo e per sentirsi integrati nel contesto sociale ed educativo italiano. Bilinguismo Le definizioni date finora al fenomeno del bilinguismo sono numerose e non sono sempre concordanti: si passa, infatti, da criteri rigidi secondo cui i bilingui possiedono un livello di competenze equivalente in entrambe le lingue come se si trattasse della somma di due monolingui fino a quella estremamente flessibile in base alla quale il bilingue è chiunque sia in grado di esprimersi in più di una lingua.

Vi sono alcune variabili che caratterizzano il bilinguismo: 1. La separazione tra i due sistemi linguistici inizia in età infantile e non è mai perfettamente completa dal momento che spesso si verificano interferenze tra le due lingue. La prima difficoltà nella valutazione della competenza linguistica di un bilingue risiede nella pluralità degli aspetti da considerare: accanto alle competenze semantica, morfosintattica e lessicale non deve essere trascu- rata la padronanza sociolinguistica, vale a dire la capacità di distinguere le diverse modalità e i diversi contesti di uso della lingua.

In tali contesti, accade spesso che la lingua del paese di origine riveste un valore identitario e di appartenenza culturale indipendentemente dal suo livello di padronanza linguistica. Solo a parti- re dagli anni Settanta si è fatta strada la consapevolezza di dover impostare 1 Vedi Vedovelli M. Il plurilinguismo come risorsa etica e cognitiva, Perugia: Guerra; Balboni P. La scelta di includere una fascia di età estesa, da 6 a 26 anni, nasce dalla necessità di esplorare il fenomeno della seconda generazione nella sua complessità e nel suo pieno dinamismo.

Tutti gli intervistati appartengono alla seconda generazione, sono quindi nati in Italia o arrivati in età prescolare e hanno uno o entrambi genitori di origine araba, non importa di quale paese arabo. Ai fini della ricerca non si è fatta alcuna distinzione fra gli arabofoni con o senza citta- dinanza italiana. I questionari sono stati compilati nei mesi di otto- bre, novembre e dicembre del A ciascuna di loro è stato dato un valore numerico.

Per quanto riguarda il questionario, le domande rivolte agli intervistati sono state le seguenti: 1. Solimando I grado, percentuale che tende a decrescere presso gli studenti della scuola secondaria di II grado e dagli universitari. Quanto al paese di origine, invece, i tunisini con gli algerini e i libici sono i meno favorevoli a tale ipotesi. Solimando Prendendo in considerazione una caratteristica fondamentale della lin- gua araba, ovvero la diglossia o pluriglossia, si è posta la domanda su quale arabo insegnare a scuola: 1.

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Gugliotta 2. Viceversa, non è mai utilizzato in ambiti formali e rarissimamente per messaggi lunghi. Vi sono anche molte persone che non sono in grado di usare una tastiera araba, in quanto è molto più complicata di quella inglese. Gugliotta La capacità di decodificare o di costruire piccoli testi in arabish risulta quindi imprescindibile per chi intende trascorrere un periodo in un paese arabo o per chi è portato a farlo per questioni di lavoro. Arab World English Journal, 4 3 , Aboelezz, M.

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The inclusion of the CA in the teaching of Arabic is particularly problematic. Although the ideas expressed in this chapter come from a joint research project of both authors, Manuela E. Giolfo is to be held responsible for sections 2, 5, and 6, and Fede- rico Salvaggio for sections 1, 3, and 4.

Giolfo, F. This exclusion of CA from most Arabic curricula is related both to ideological factors such as the notion of language prestige associated with SA and practical factors such as the lack of standardization of CA, the great number of existing colloquial varieties, and the scarcity of adequate instructional materials Younes, Consequently, applying proficiency frameworks to TAFL implies not only the necessity of elaborating an approach that integrates both CA and SA but also of developing tools that allow the reproduction, inside and outside the classroom, of the complex varieties interactions at play in authentic linguistic contexts and that help to over- come some of the practical difficulties encountered in the teaching of CA.

In particular, we will illustrate how such VLEs allow the integration of lan- guage activities that, as it is the case in the real world, entail multiple skills, engage multiple senses, and involve multiple language varieties within a unified cognitive framework. This way VLE will be essential in supporting effective language acquisition and contributing to the enhancement of au- thentic proficiency in Arabic.

Varieties interaction in the light of CEFR As seen above, one of the main challenges in the application of proficiency guidelines to TAFL is that of having to deal with more than one variety at once. The main difficulty behind that is to establish which variety or varieties should be introduced at different stages of the learning process and how. This way, proficiency frameworks will serve as a trace for the development of our model of integration of CA and SA throughout the whole learning and teaching process.

In the present study we will focus on CEFR as a reference framework cf.

L'area programmi su VOLftp

Al-Batal, ; Eisele, ; Taha, In doing that, we will move from upper levels to lower levels. Thus we will first highlight the complexity of variety interactions that take place at advanced levels and which reflect the actual linguistic behavior of native speakers in authentic contexts and then move downwards through CEFR levels in order to show how in connection with the SCT envisaged at inter- mediate and lower levels we witness a more polarized division of tasks and varieties.

Such polarization only exists at lower and intermediate levels and as a mere consequence of the nature of the specific SCT envisaged at those levels. It does not reflect per se the reality of the linguistic choices operated by native speakers in authentic contexts.

Thus, although the ideal ultimate goal, for the learners, remains that of reaching a proficiency level at which they are able to fully mimic those choices, in order to reach that level they will have to start from CEFR levels where the SCT involved imply a more rigid distinction of CA and SA or a clear predominance of one variety on the other.

At this level some tasks may also be carried out by using a mix of CA and SA. At level B1 both varieties are, as at level C2, used in equal proportions. Then at level B1 both varieties are again equally represented. As already mentioned the dichotomy between varieties that we observe at lower levels does not represent per se the linguistic reality of the Arabic language in authentic contexts and as the levels progress learners will become more and more aware of the extreme variability of the Arabic language and of the complex varieties interactions that take place in real-life situations.

Salvaggio S , reading R , writing W , associated with them at each level. As done above we will follow CEFR general overview of proficiency levels ibid. We will group the four basic language skills into two sets of skills by virtue of the communication channel involved: written skills, i.

We can visualize the distribution of written and oral skills throughout CEFR six levels by means of following figure. At level C1 oral and written skills are perfectly balanced. At level B2 oral and written skills diverge again and this time written skil- ls prevail over oral skills and reach their maximum representation throu- ghout CEFR six levels. At level B1 skills are again equally represented. At level A2 oral and written skills diverge again with oral skills prevailing over written skills and at level A1 oral skills reach their maximum repre- sentation throughout CEFR six levels.

The distribution of SA prevails on that of written skills and that of oral skills prevails over that of CA. Conversely, at intermediate B2, B1 and lower levels A2, A1 SA tends to be predominately associated with written tasks and CA to oral skills and therefore we observe a clear concordance betwe- en the distribution of respectively SA and written skills and CA and oral skills.

This is extremely significant in that it allows us to identify a strong correlation at these specific levels between the execution of SCT based on the use of written and oral skills and the resort respectively to SA and CA. What we can conclude from the analysis of Fig. Salvaggio that reflect the linguistic behavior of native speakers in authentic contexts, although we can observe a certain correlation between CA and oral skills and SA and written skills, this correlation is not particularly strong and binding and both CA and SA can be associated with both oral and written skills.

At intermediate-lower levels the correlation between the resort to CA or SA on one side and the tasks based on the use of respectively oral or written skills on the other becomes clearer and more binding. Such a VLE can also accommodate the management of multiple colloquial varieties which represents one of the greater challenges in traditional tea- ching Younes, Moreover a similar VLE allows the integration of complex learning activities involving multiple skills, multiple senses, and multiple language varieties within a unified cognitive framework all ele- ments which are essential for effective learning Netten and Germain, ; Gilakjani, Ismail, and Ahmadi, ; Balboni, In order to understand how such a VLE can be realized we will first have to consider the way in which the four basic skills are related to ICT.

In human-computer interaction HCI each of the two sides i. The consequence of that is that ICT by using different output channels audio vs. Distinguishing activities involving different skills and different language varieties by means of distinct output channels is essential when dealing with a multiple varieties linguistic environment, such as that of the con- temporary Arabic, where oral conversations are very often associated with colloquial varieties that are not normally written.

Salvaggio rent colloquial varieties they can be easily stored in digital form and used by teachers and learners that can select specific samples in the particular colloquial variety or varieties that they are interested in on the basis of their peculiar needs. This flexibility in the choice of the colloquial variety or varieties can represent an important contribution of ICT in response to the problems outlined above of the current limited availability of printed resources on colloquial varieties and of the existence of many colloquial va- rieties As far as written texts are concerned, ICT allows their reproduction in the form of visual outputs displayed through screens, monitors, etc.

Not only ICT enables the use in the teaching and learning practice of an impressive number of written texts extracted from digital libraries but per- mits the exposure to contemporary written digital texts presenting various uses and combinations of SA and CA such as those encountered on Face- book, Twitter, WhatsApp, Snapchat, and other instant messaging digital applications.

Furthermore, through ICT, listening activities and reading activities can be integrated into more complex activities in order to accom- plish tasks that involve the use of both oral and written skills. As we will see in the following section, through ICT we can design digital activities that integrate both oral and written skills by managing oral and written tasks through distinct channels and devices.

We can thus realize complex realistic and meaningful learning activities that integrate multiple tasks and multiple skills, involve multiple senses and body human systems, and require the use of multiple language varieties. VLE activities As a consequence of the present stage of development of ICT only percep- tive skills listening and reading can directly be addressed and effectively exercised through in HCI.

Productive skills speaking and writing can directly be addressed and exercised through HCI only to a limited extent and as long as the vocabulary used is restricted to circumscribed domains Dix, Finlay, Abowd, and Beale, 70 e For this reason in the present section we will mainly focus on digital activities involving listening and reading activities. As an example, we will illustrate how VLE activities work in connection with different phases of the acquisition process such as: 1.

In this activity a foreign traveler arrives at the airport of an Arab country where he has to answer some routine questions. After doing that he is asked to fill in a form with personal details. In the activity liste- ning and reading skills are separated through different output channels audio for listening and video for reading. Moreover in accordance with the general separation of varieties at lower levels, described above, CA and SA are also separated by associating the first to listening activities and the second to reading activities.

Despite the fact that varieties and skills are processed via different channels the whole activity is presented to the lear- ners within a unifying framework. This is done by introducing the activity with a general description of the situational context and accompanying that by pictures. A multiple choice quiz is used to represent the form to be filled in. This reflects the actual distribution of varieties related to these specific SCT in real-life situations.

The following table describes the division of tasks, varieties, and channels in the illustrated activity. Skills, varieties, tasks, channels at lower levels As we can see, in this first activity, the role of ICT is critical in enabling code-separation via different output channels thus reproducing the very clear association of CA with oral skills and SA with written skills that is typically related to lower levels.

Intermediate levels On the same website, as an example of digital activities specifically concei- ved to enhance language proficiency at intermediate levels, we proposed an activity in which a foreign student goes to a real estate agency in an Arab country to rent a flat. After having a short conversation with the agency employee about the terms of the rental of an available flat, the student is presented with a copy of the lease agreement which he has to check it in or- der to verify its correspondence with the terms previously discussed.

Again, as it is the case in real life, the oral conversation is carried out in CA and the lease agreement is written in SA. As in the example above by using different output channels audio vs. For the reasons illustrated above this activity too is introduced by a general description of the situational context accompanied by pictures with the aim of activating global and contextual perception.

A multiple choice quiz is used within the digital activity to represent the lease agreement. The following table describes the division of tasks, varieties, and channels in this second activity. Skills, varieties, tasks, channels at intermediate levels As in authentic situational contexts this activity cannot be accompli- shed without an integrated use of both varieties. Salvaggio Tab. Advanced levels For advanced levels we proposed an activity in which a journalist working at an editorial office of an Arab newspaper has to sum up in an article the content of an interview with a prominent figure.

The journalist watches the registration of the interview and then writes a short summary. The le- arner has to check the summary in order to verify its consistency with the content of the interview. The first part involving listening skills is presented in form of audio-and-video output while the second part dealing with reading skills in form of visual output.

The summary is represented by a multiple choice quiz. During the interview the host and the guest resort to a mixture of CA and SA and adopt various code-mixing and co- de-switching strategies. The following table describes the division of tasks, varieties, and channels in this third activity.

This has a fundamental role in enhancing the acquisition process as demonstra- ted by contemporary language acquisition theories based on neurolingui- stic research. For effective language acquisition, implication of these centers is required.

Engaging different senses sight, hearing, touch and body movement within the teaching and learning process has, according to current research on the relation between multimodality and second language acquisition, a very positive impact on language acquisition. For learners to be engaged into a subject, they need to relate themselves and connect their everyday life to the learning material; in other words, they need to be situated.

Conclusions In the present contribution we illustrated how several limitations of the traditional learning environment render the implementation of an approa- ch to TAFL based on proficiency frameworks and on the integration of CA and SA a particularly problematic process. We suggested the importance of ICT vis-à-vis this challenging task. In particular we pointed out how ICT can be used to create a VLE that enables teachers and learners to overco- me many of the limitations of traditional learning environments.

In this respect we emphasized the crucial role of ICT in presenting learners with audio and video outputs reproducing the complex variety interactions that we witness in real-life situations and that are represented by the various SCT envisaged at advanced proficiency levels. This ability of ICT of re- creating complexity inside the classroom through VLE can be seen as the condicio sine qua non for an effective enhancement of authentic proficiency in Arabic.

Nevertheless the role of ICT is not limited to that. ICT plays a critical role also in this respect. At intermediate and lower levels, where we observe a more rigid separation of oral and written skills and a strict association of those skills with respectively colloquial and standard varie- ties, ICT enables the separate targeting of oral and written skills through different channels and output devices.

Despite different tasks being se- parated via different channels at these specific levels, we illustrated how through ICT we can bring together distinct SCT within a unified cogniti- ve framework and realize digital activities that entail multiple skills, engage multiple senses, and involve multiple language varieties. Salvaggio cognitive framework needed to activate specific brain modalities that fo- ster language acquisition. Its main contribution lies in the attempt to tackle all these issues simultane- ously from an original, coherent, and theoretically consistent perspective.

It also argues that we have nowadays the technology to turn that perspecti- ve into practice. The fortune of specific pedagogic approaches at some point in the past can be related to the concurrent diffusion in that particular period of te- chnologies and learning tools that supported the implementation of those approaches. Thus, for instance, the implementation on a large scale of communicative methods, that emphasized the harmonious development of all four basic language skills through the exposure to different authen- tic materials, would not have been conceivable without the simultaneous availability of sound and video reproduction technologies Chini and Bo- sisio, Our hope is therefore that our variation-driven ICT-ba- sed approach for proficiency enhancement in TAFL may suggest Arabic te- achers, pedagogues, and linguists alternative strategies and new pedagogic approaches to deal with the multiple contemporary challenges faced the discipline.

In a very delicate historical phase, such as the one lived by the contemporary Arab world, where radical transformations of institutions and societies are revolutionizing many aspects of life including language practices, we deem that new technologies can play a decisive role in hel- ping us to reproduce that complexity. At the same time, we are convinced that, in order for technologies to really make a difference, we first have to develop theoretical frameworks for complexity management, such as the one proposed here, that can provide us with a guideline for an effective and revolutionary application of those technologies.

Only at this point we will be able to use ICT, and VLE in particular, to support the much desirable and long-awaited transition towards a variation-driven and proficiency-ba- sed paradigm for authentic proficiency enhancement in TAFL. Alosh, M. Operational Models For Language Education. Perugia: Guerra Edizioni. Chini, M.

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Netten, J. A new paradigm for the learning of a second or foreign language. Neuroeducation 1 1 , Palmer, J. Taha, Z. Wahba, K. In Wahba K. Younes, M. The Integrated Approach to Arabic Instruction. London and New York: Routledge. Vedovelli Questo è, infatti, uno degli aspetti più critici per la valutazione della lingua araba, il quale rende senza dubbio la costruzione di un test affidabile una sfida a tutti gli effetti.

I questionari, evidenziano come le principali motivazioni allo studio della lingua araba che interessano il pub- blico adulto siano legate nella maggior parte dei casi ad un forte interesse e curiosità verso questa lingua e alla relativa cultura, ma anche alla possi- bilità di favorire le dinamiche interculturali e quindi il contatto fra lingue e culture, unitamente alla motivazione strumentale connessa alla possibi- lità di avere maggiori opportunità nel mondo del lavoro.

Dalle indagini emerge dunque come le motivazioni del pubblico di studenti di lingua araba abbiano subito dei radicali cambia- menti rispetto al passato in cui gli obiettivi principali dello studio della lingua erano per lo più legati al poter accedere ai testi antichi di letteratu- ra, filosofia e scienza.

Nasimi Tab. Segue una riflessione approfondita circa la possibilità di applicare gli standard e i criteri del QCER alla valutazione della lingua araba. Nasimi tuali aspetti problematici legati alla costruzione dei quesiti e alla scelta dei testi rispetto ai risultati ottenuti nel test e quindi alle effettive capacità e competenze in lingua araba proprie degli studenti.

Le prove soggettive vedi appendici 3, 4, 5, 6 , caratterizzate da un giudizio di tipo soggettivo del valutatore, non essendo provviste di risposte corrette prestabilite, sono in questo caso le prove di produzione scritta e le prove di produzione orale. La prova di produzione scritta è stata sostenuta da tutti i partecipanti di entrambe i test in quanto parte integrante dei test stessi, mentre alla prova orale sono stati sottoposti, in un momento diverso da quello della somministrazione dei test, due gruppi ristretti di candidati fra coloro i quali hanno sostenuto le prove di esame.

Tale dato fa sospettare come probabilmente il tempo messo a disposizione non sia stato sufficiente per una fetta importante dei candidati, che non sono riusciti a completare il test. I risultati delle prove di produzione orale di livello A1 evidenziano come queste siano state superate da quattro candidati sui sette totali che hanno partecipato alla prova. Nasimi di quanto detto dalla valutatrice. Delle sei prove di produzione orale so- stenute per il livello A2 invece, quelle superate sono state due.

Nasimi Bibliografia Albirini, A. Barni, M. Bassiouney, R. Calvet, L. Le marché aux langues.

Les effets linguistiques de la mondialisation. Paris: Les Editions Plon. Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue: apprendimento, insegnamento e valutazione. Milano: La Nuova Italia. De Mauro, T. Roma: Editori Riuniti. Italiano Bulzoni: Roma. Dialettologia araba. In Giglioli P.

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Solimando, R. I sei livelli di riferimento A1, A2, B1, B2, C1, C2 sono universalmente accettati come parametri per valutare il livello di competenze linguistiche individuali, identificato nelle quattro abilità riconosciute lettura, ascolto, produzione orale e scrittura.

Nella parte finale, sarà discussa la questione relativa alla scelta del FSA Formal Spoken Arabic come varietà da inserire sia nella programmazione didattica sia nei test di valutazione per la certificazione delle competenze. Abdelsalam 1. Il QCER: quale arabo insegnare?

Emerge, infatti, in modo sempre più chiaro il desi- derio degli studenti di acquisire una competenza autentica anche grazie alla maggiore esposizione alla L2 al di fuori della classe di lingua: oltre ai più frequenti soggiorni in paesi arabi, gli apprendenti vengono a contatto con le diverse varietà della lingua attraverso i media e i social network.

Come trattare i dialetti e quale posto riservargli? È meglio scegliere un dialetto o più di uno? Come sensibilizzare i neo-locutori ai diversi livelli linguistici, sia scritti sia orali?

La questione della variazione consente, infatti, di riflettere non solo sul- la differenziazione tra livelli, ma anche ai generi testuali e ai mezzi intesi come supporto della comunicazione. Per questa ragione i test di valutazione fino ad oggi proposti hanno considerato esclusivamente la conoscenza della varietà standard.

Il MSA è la varietà nella quale tutti gli arabofoni si riconoscono, è strumento indi- spensabile per leggere e scrivere ed è, inoltre, la varietà utilizzata in contesti ufficiali. A tal fine, la scheda che il quadro comune propone, e che riportiamo qui di seguito per quanto riguarda la competenza sociolinguistica e comu- nicativa, è stato il modello al quale ci siamo ispirati. Nella seguente tabella riporteremo i livelli di competenza, i requisiti sanciti dal QCER e la varietà araba da adottare a seconda del livello: C2 Ha buona padronanza di espressioni idiomatiche e colloquiali ed è consapevole dei livelli di connotazione semantica.

Coglie pienamente le implicazioni sociolinguistiche e sociocul- turali del linguaggio di un parlante nativo e reagisce in modo adeguato. È in grado di mediare efficacemente tra parlanti della lingua in DIALETTI questione e della lingua della sua comunità di origine, tenendo conto delle differenze socioculturali e sociolinguistiche.

È in grado di comprendere film in cui si fa ampio uso di espres- sioni gergali e idiomatiche. È in grado di usare la lingua per scopi sociali in modo flessibile ed efficace, includendo anche le dimensioni affettive, allusive e umoristiche. Riesce, con qualche sforzo, ad intervenire in una discussione prendendovi parte, anche se gli interlocutori parlano velocemen- te e in modo colloquiale.

È in grado di esprimersi in modo adeguato alla situazione ed evita errori grossolani di formulazione. È consapevole delle più importanti regole di cortesia e le rispetta. È consapevole delle più significative differenze esistenti tra usi e costumi, atteggiamenti, valori e credenze prevalenti della comu- nità in questione e la propria e ne ricerca i segnali. A2 È in grado di realizzare atti linguistici di base, quali richieste e scambi di informazioni, di rispondervi e di esprimere in modo semplice opinioni e atteggiamenti.

È in grado di socializzare in modo semplice ma efficace, usando le espressioni comuni più semplici e attenendosi alle convenzio- ni di base. MSA È in grado di gestire scambi comunicativi molto brevi, usando formule convenzionali correnti per salutare e rivolgere la parola a qualcuno. È in grado di fare inviti, dare suggerimenti, chiedere scusa e rispondere a mosse analoghe. In questo schema, appare evidente la progressione nella conoscenza degli usi colloquiali e informali: si passa, infatti, dai convenevoli di un li- vello A1 fino alla padronanza di colloquialismi ed espressioni idiomatiche del livello C2.

Essere in grado di comprendere e produrre diversi registri significa essere consapevole della variazione linguistica. È evidente che i due poli estremi sono la raffigurazione astratta di una situazione linguistica reale che pre- senta al suo interno una variazione molto più complessa di quella illu- strata da Ferguson.

Abdelsalam dello stesso sistema linguistico2. Il FSA si sta diffondendo molto rapidamente, soprattutto tra le nuove generazioni ed è una varietà parlata ampiamente intellegibile nel mondo arabo. Eid Principles of Codeswitching between Standard and Egyptian Arabic. Queste aree, percepite come indefinite e non sottoposte a norme rigide, impongono al docente di operare delle scelte, per quanto possano sembrare a volte arbitrarie.

Questi sono solo alcuni dei tratti caratte- ristici del FSA, che lo distinguono sia dal MSA sia dalle varianti vernacolari e che, per la loro diffusione e intelligibilità, confermano che si tratta di una lingua di koiné.