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Sterling Sterling, e McEwen McEwen, hanno messo in correlazione ladattamento positivo di fronte ad un evento stressante che caratterizza gli individui resilienti con lallostasi. Quando il nostro organismo in allostasi sta apportando minime variazioni nel suo funzionamento in risposta alla valutazione delle situazioni e allanticipazione delle possibili richieste.

Lobiettivo di questi aggiustamenti che sono a carico del sistema neuroendocrino, del sistema nervoso centrale e del sistema immunitario, quello di mantenere lo stato di omeostasi dellorganismo. Quando per levento stressante perdura nel 36 tempo o particolarmente acuto questi aggiustamenti diventano sempre maggiori in quantit e intensit e ci fanno entrare in uno stato allostatico che se perdura pu portare a un danneggiamento dei tessuti e a una desensibilizzaizone delle cellule.

Lo stato allostatico rappresenta quindi il prezzo che il nostro organismo paga per una gestione eccessiva o inefficiente della situazione stressante.

In modo analogo uno studio sui correlati neuronali della resilienza ha evidenziato come negli individui resilienti, si abbia unattivazione dellinsula anteriore solo in presenza di stimoli realmente negativi, consentendo cos di preservare le proprie risorse fisiche e psichiche con un conseguente benessere fisico e psicologico Waugh, in press.

Edelman Edelman, ha invece posto in evidenza la funzione plastica del cervello capace di sostenere il soggetto traumatizzato grazie alla riattivazione funzionale di circuiti neuronali del benessere.

Dennis Dennis, in uno studio sui meccanismi psicobiologici, correla undici mediatori neurochimici, neuropeptidici e ormonali alla risposta di adattamento positivo esibita da individui resilienti di fronte ad eventi stressanti. Tra i mediatori individuati sembrano particolarmente degni di nota il sistema cortisonico-dehydroepiandrosterone DHEA. In situazioni stressanti si ha un incremento del cortisolo che agendo sui nuclei centrali dellamigdala contribuisce ad accrescere larausal.

Una quantit eccessiva e continua di cortisolo pu generare effetti dannosi a livello ematologico e cardiologico. Per attenuare e mediare leffetto del cortisolo viene rilasciato in modo episodico ma sincronizzato con il rilascio di cortisolo il DHEA. Diversi studi hanno dimostrato che il DHEA promuove la resilienza, sono state infatti dimostrate sia una correlazione positiva tra alti livelli di DHEA nel sangue e ladattamento positivo ad eventi fortemente stressanti, sia una correlazione negativa tra bassi livelli di DHEA e i sintomi depressivi Goodyer, Un altro mediatore di interesse coinvolto nelle risposte adattive agli eventi stressanti il Neuropeptide Y, che agendo su differenti regioni del cervello, tra le quali lamigdala e lippocampo, in grado di esercitare un effetto ansiolitico.

Alcuni studi preliminari hanno evidenziato che alti livelli di neuropeptide Y sono correlati con le migliori performance ottenute durante un compito fortemente stressante, mente bassi livelli sono stati rinvenuti in pazienti con un PTSD Post Traumatic Stress Disorder Mathe, ; Rasmusson et al.

Seppur con meccanismi differenti e agendo su regioni cerebrali diverse anche la Galanina sembra esercitare lo stesso effetto del neuropeptide Y. Esso nelluomo non soltanto una risposta dallarme a un pericolo, ma pu assumere altri significati e diventare un modo per richiedere aiuto o anche per comunicare nei casi in cui la relazione alterata.

La malattia pu essere vista anche come una frustrazione, cio come un ostacolo che impedisce il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

La malattia pu per mobilitare anche reazioni costruttive. La persona pu utilizzare laggressivit in termini positivi, al fine di lottare contro la causa della malattia per guarire, oppure, se ci non possibile per continuare a vivere al meglio nonostante la malattia.

In questo caso entra in campo la capacit di proteggere la propria integrit sotto lazione di forti pressioni, quella forza interiore che consente alle persone di reagire ai colpi della vita di risollevarsi e di ricostruirsi, ovvero la resilienza.

La resilienza per la psiche ci che per il sistema immunitario il corpo, e siccome psiche e corpo lavorano insieme, i due sistemi possono potenziarsi oppure reprimersi a vicenda Putton e Fortugno, Gli studi che collegano un atteggiamento resiliente di fronte alla malattia con una prognosi favorevole sono diversi.

Il loro principale interesse era quello di capire, attraverso uno studio longitudinale nel tempo, se il modo che le persone hanno di affrontare la malattia sia un fattore prognostico non solo delladattamento psicologico, ma anche del decorso della malattia. Lo studio dur quindici anni Greer et al. Fu il primo studio che afferm che, a parit di condizioni cliniche iniziali, i pazienti che affrontavano la malattia con senso di fatalismo, disperazione e impotenza avevano nel tempo un cattivo adattamento, con alti livelli di ansia e di depressione e un decorso peggiore della malattia rispetto ai pazienti con spirito combattivo o di negazione.

Jensen segu un gruppo di pazienti con tumore al seno per quasi due anni, ed esamin le associazioni tra i diversi fattori psicologici e di progressione della patologia.

Tra i fattori psicologici analizzati rientra la disperazione-abbandono. Unanalisi multipla della regressione mostr che la disperazione era associata allo sviluppo di metastasi.

Le pazienti furono valutate psicologicamente prima che la diagnosi fosse nota. Gli strumenti di misura includevano la scala di Beck Beck et al. Gli autori riportarono che le pazienti con elevati livelli di pessimismo, di disperazione e di alienazione sociale, mostravano una evidente correlazione tra stress di vita e progressione della patologia.

La variabile resilienza stata valutata in altri studi su pazienti con cancro.

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Hislop e colleghi hanno lavorato a uno studio longitudinale per quattro anni su un campione di donne con cancro al seno non metastatico, le quali erano state sottoposte a una mastectomia radicale. Certi fattori psicologici, misurati dai questionari subito dopo la comunicazione della diagnosi, furono connessi con la progressione della malattia: questi fattori erano indipendenti dai fattori prognostici biologici.

Dopo aver classificato et, studio clinico, grado istologico e stato dei recettori estrogeni, fu riscontrato un significativo prolungamento della sopravvivenza tra le donne socialmente attive, estroverse e con locus of control interno Godi, Certamente i fattori di resilienza che influiscono sulla riuscita delle cure e sulla sopravvivenza sono diversi.

Nei precedenti paragrafi si visto come i fattori protettivi e le qualit resilienti rappresentino le determinanti che aiutano i soggetti ad affrontare meglio le situazioni difficili legate ad una malattia, allelaborazione di un lutto, alla gestione di un trauma o anche alle meno gravi quotidiane situazioni di stress.

La percezione di controllo ad esempio fa s che un soggetto abbia un pensiero fortemente positivo su se stesso e sulla vita e questo lo aiuter a reagire nei confronti della malattia in termini risolutivi e in prima persona, desiderando sapere sempre quali sono le sue condizioni di salute anche quando le diagnosi non sembrano essere le migliori.

Questa categoria di pazienti pu essere rappresentata da un modo di pensare che si esprime con queste parole per affrontare e combattere la malattia necessario sapere con che cosa si ha a che fare, e dunque quali armi utilizzare. I malati risultano propositivi e collaborano con lquipe curante aumentando cos la compliance con i farmaci. Anche lessere e il sentirsi motivati a mantenersi in buona salute e, in situazioni estreme, a curarsi e a collaborare attivamente nellintero progetto di cura per il bene proprio e di chi gli sta intorno sono caratteristiche dellindividuo resiliente.

Linevitabilit e la desiderabilit dei cambiamenti rappresenta un fattore protettivo. I soggetti che hanno un atteggiamento positivo nei confronti dellesistenza accettano i cambiamenti che la vita impone, li affrontano e li superano e si riadattano a essi con plasticit e controllo allo 39 stesso tempo, siano essi cambiamenti positivi che negativi.

Quando si parla di cambiamenti negativi non si pu non pensare alla perdita come dimensione della vita e quindi un processo di elaborazione del lutto, anche se le perdite non sono necessariamente negative.

Le persone con atteggiamento positivo e flessibile nei confronti della vita accettano i cambiamenti, anche quelli negativi, trasformandoli in sfide positive e affermano che la vita priva di sfide non una vita desiderabile. La sfida rappresenta per loro una vittoria sicura di fronte alla malattia che si presenta.

Il successo arricchisce le persone di nuove conoscenze, di nuove capacit e di risorse interne che potranno mettere al servizio di se stessi e di coloro che li circondano. Le esperienze passate e superate diventano un bagaglio di forze cui attingere in ogni momento; il pensiero di essere riusciti a superare ostacoli nel corso della propria vita diventa automaticamente una spinta interna.

La capacit di intrattenere relazioni positive e stabili con gli altri una delle componenti della resilienza. Molti studi hanno dimostrato che avere relazioni positive, aiuta a far fronte e a contrastare gli effetti negativi dello stress. Sentirsi sostenuti dagli altri, anche se non sempre presenti fisicamente, favorisce il benessere sia fisico che psicologico.

Lesserci e lesistere per laltro rappresentano un ingrediente essenziale nella vita di ognuno di noi. La capacit di coltivare contatti amicali rappresenta un grande fattore protettivo. Il dialogo, il confronto, i consigli, il supporto, laiuto pratico, lo scambio di informazioni sono elementi essenziali nei momenti di difficolt. Una persona che ha capacit di coltivare rapporti relazionali potr fare affidamento sulla sua rete sociale.

Anche la consapevolezza del valore della propria esperienza aiuta a superare le difficolt che si presentano. Molti soggetti che in passato hanno subito gravi traumi e si sono trovati a superarli facendo leva solo ed esclusivamente sulle proprie forze, potranno in futuro attingere a quelle risorse per trovare gli strumenti per poter superare le difficolt che si presenteranno nel qui e ora.

Pi grandi sono state le sofferenze passate, pi possibilit si avr in futuro di ritrovare le forze nel ricordo dellatteggiamento e delle modalit giuste utilizzate per superare le difficolt. Lessere ottimisti strettamente correlato con il miglioramento della salute e del benessere psicofisico. Il pensare che tutto andr bene e che a tutto c una soluzione d la possibilit di vivere perennemente in stato di benessere psicofisico, anche in situazioni spiacevoli.

Il soggetto ottimista propenso a sminuire le difficolt della vita e a mantenere pi lucidit per trovare soluzioni ai problemi. Nella stessa direzione va anche la capacit di nutrire la 40 speranza. Le persone speranzose vivono nella convinzione che si possa avere buon esito nelle vicende della vita, grazie anche al loro impegno personale attivo nella scelta della giusta strada da percorrere per trovare risoluzione alle problematiche che si presentano. Questo atteggiamento favorisce una visione positiva del futuro e aumenta la fiducia in se stessi e negli altri.

Anche la progettualit strettamente correlata con la cura per se stessi. Chi ama progettare ama vivere, guarda al futuro e si orienta con convinzione e tenacia. Chi progetta innovativo e propositivo.

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In stato di malattia fa affidamento sulle proprie forze e progetta insieme allquipe curante il proprio percorso di cura.

Collabora, si affida, e tenta ogni terapia. Infine gioca un ruolo fondamentale il senso dellumorismo. Sono ormai migliaia gli studi, le documentazioni, le ricerche che dimostrano lenorme importanza dellumorismo per la salute. Quando si allegri nel nostro organismo si produce un aumento di endorfine e catecolamine e una diminuzione di secrezione del colozolo.

Si pu quindi dire senza dubbi che la risata un vero stimolante per il sistema immunitario e pu quindi comportare molti effetti positivi sul cuore e sui polmoni. Partendo da una panoramica sui vari ambiti di studi che si sono occupati di questo costrutto psicologia positiva, umanistica, e di comunit si proceduto a un'analisi delle diverse possibili definizioni di resilienza per poi affrontare la questione teorica sulla quale gli studiosi si sono a lungo dibattuti ovvero la natura della resilienza come tratto o come processo.

Attraverso una presentazione delle diverse posizioni in merito a questo dibattito si giunti ad illustrare la prospettiva e il modello teorico di Richardson che insieme al modello teorico di Kumpfer suggeriscono una doppia natura della resilienza vista quindi sia come tratto e stato sia come il processo attraverso il quale lo stato di resilienza viene raggiunto.

Si poi affrontato lo stretto legame tra la resilienza e il principale contesto all'interno del quale essa viene "coltivata" ovvero la famiglia. Il modello teorico di Richardson Richardson et al. Da tutti questi lavori sembra per non emergere con sufficiente chiarezza quali siano i meccanismi psicologici alla base della reintegrazione resiliente. Unidea pi precisa in merito la si pu ricavare da alcuni studi pi recenti, ai quali si solo accennato nel corso del precedente capitolo e che verranno approfonditi nei paragrafi successivi.

Dallinsieme di queste ricerche emerge lidea che tra i possibili meccanismi psicologici, responsabili della capacit di adattarsi agli eventi stressanti in modo rapido ed efficiente con una conseguente reintegrazione resiliente, vi siano lappraisal e il coping, meccanismi che sono parte del pi ampio processo di regolazione delle emozioni.

Differenti valutazioni conducono a differenti emozioni. Le emozioni non sono solo lesito del processo di valutazione delle situazioni appraisal ma anche del modo con il quale facciamo fronte ad esse coping. Il rapporto tra coping ed emozioni infatti bidirezionale dove luno influenza le altre e viceversa.

Come gi detto lappraisal di una situazione genera una emozione e questa influenza il processo di coping che a sua volta va a modificare la relazione tra la persona e la situazione.

Questa relazione modificata viene rivalutata reappraisal e questa rivalutazione pu portare a un cambiamento del tipo o dellintensit dellemozione sperimentata. Lappraisal e il coping oltre a essere strettamente in relazione tra loro, giocano quindi un ruolo fondamentale allinterno del processo di generazione e gestione delle emozioni. Nei paragrafi seguenti si proceder ad una trattazione pi approfondita dei costrutti di coping e appraisal e del loro rapporto con la resilienza.

Il capitolo si concluder con la presentazione degli effetti delle emozioni positive sul coping, sulla capacit di adattarsi rapidamente ed efficacemente nelle situazioni stressanti e del loro rapporto con la resilienza. Spesso in letteratura si trovano definizioni di coping che rimandano alla capacit di far fronte agli eventi stressanti della vita. Ma il coping per pi del semplice affrontare uno stress.

Dietro a questo costrutto vi la complessit e la molteplicit dei processi allinterno dei quali le persone, che stanno affrontando un evento stressante, sono coinvolte. Considerato inizialmente come un tratto relativamente stabile della personalit, il coping stato successivamente considerato come uninsieme di reazioni possibili e flessibili alle sfide della vita Eckenrode, Allinterno di questo primo filone di studi, per comprendere come venivano determinate le risposte di coping, stata data grande importanza allo studio dei fattori situazionali, rispetto a quelli di personalit.

Dalla met degli anni 80 in poi si assistito invece a un rinnovato interesse per i fattori di personalit. Moos e Shaefer saranno anche tra i primi ad avvicinare le ricerche sul coping a quelle sulla resilienza, affermando che le situazioni di stress e crisi possono portare ad acquisire nuove e pi mature modalit di coping. Alle stesse conclusioni era giunta molti anni prima anche Dorenwend Dohrenwend, con il suo modello delle stress psicosociale.

Nellampio panorama di teorizzazioni sul coping, si scelto in questa sede di presentare alcuni modelli che pi di altri mostrano interessanti connessioni con il processo di resilienza. Analizzando attentamente questa definizione possibile identificare alcuni elementi fondamentali: - Lindividuo considerato come un soggetto attivo in grado, attraverso strategie emotive, cognitive e comportamentali di influenzare gli eventi stressanti.

Non quindi lentit delle richieste fatte dalla situazione a determinare lo stress, dimostrazione ne il fatto che, persone diverse poste di fronte allo stesso evento sperimentano livelli differenti di stress.

Come gi precedentemente evidenziato il concetto di coping, anche se qui trattato come a se stante, fortemente correlato con quello di appraisal, ed appunto dalla valutazione cognitiva dellevento stressante che prende le mosse il modello proposto da Lazarus, Figura 1.

Di fronte ad un evento lindividuo opera una valutazione primaria del significato e del possibile impatto sul proprio benessere. Lesito di tale valutazione porta a considerare levento come: irrilevante, positivo o stressante.

Nel caso levento sia considerato stressante il soggetto procede con il giudicare se la situazione pu comportare un danno, se una minaccia o se infine una sfida.

Durante la valutazione secondaria che pu svolgersi anche il parallelo alla primaria la persona passa a considerare cosa pu fare per affrontare la situazione e nello specifico quale risorse pu utilizzare. Lazarus individua cinque categorie di risorse di coping, suddivise tra risorse di tipo socio-ecologico utilitaristiche ovvero status socio economico, soldi, sevizi disponibili; reti sociali e risorse personali salute e energia; credenze relative allautostima, allefficacia personale, al senso di padronanza della situazione; abilit di problem solving ovvero le abilit intellettive, la flessibilit, la complessit cognitiva e labilit analitica.

Il modello prevede infine una riconsiderazione reappraisal degli effetti delle strategie messe in atto sulla base dei cambiamenti avvenuti nelle condizioni interne e esterne.

Con il reappraisal si va cio a valutare lefficacia dei risultati con lo scopo di decidere quale saranno le successive azioni da intraprendere. Allinterno del modello in questione lindividuo visto non solo come un insieme di disposizioni biologiche, di caratteristiche di personalit, ma come un soggetto che ha una storia personale e famigliare. Tutte queste caratteristiche influenzano la percezione della situazione.

Le strategie di coping che verranno messe in atto saranno lesito non solo della valutazione primaria ma anche dellintenzione di agire. Lesito del comportamento di coping messo in atto viene rivalutato reappraisal e pu dare luogo a una risposta differente, consentendo quindi di volta in volta di ampliare il repertorio di strategie di coping a disposizione del soggetto.

Si tratta quindi di un processo circolare dal momento che in futuro il riutilizzo o il rifiuto di strategie precedentemente utilizzate dipender dallesperienza passata dal soggetto. Questo suggerisce come ampiamente descritto nella letteratura sulla resilienza, che ogni volta che si affronta un evento stressante lindividuo accresce le proprie risorse di coping e la propria capacit di gestione delle risorse.

Le strategie di coping alle quali una persona pu decidere di ricorrere per affrontare un evento critico dipendono dai sistemi di sostegno sociale e dai mediatori psicologici disponibili in quel momento.

In modo del tutto similare al modello della resilienza proposto da Richardson Richardson et al. Gli eventi stressanti possono essere causati sia da eventi ambientali sia dalle caratteristiche psicologiche della persona coinvolta. Questo significa che lindividuo stesso pu creare gli eventi che potranno portarlo a un cambiamento.

Le prime reazioni allevento stressante sono transitorie. Ci che segue a queste reazioni temporanee frutto della loro interazione con i mediatori situazionali e i mediatori psicologici che definisco il contesto. I tre possibili esiti sono: una crescita psicologica la persona cambia in senso positivo con una accresciuta capacit di padroneggiare lesperienza ; nessun cambiamento psicologico la persona torna al suo normale stato psicologico ; psicopatologia ovvero una reazione disfunzionale persistente.

Un aspetto peculiare di questo modello lindicazione dei possibili interventi da attuarsi in base ai diversi punti del processo di coping. Oltre allintervento psicoterapeutico quando lesito la psicopatologia, possibile intervenire gi sulle reazioni transitorie con degli interventi sulla crisi ad esempio con servizi come telefoni di pronto soccorso: telefono rosa, 47 azzurro ecc.

Come si visto i mediatori psicologici giocano un ruolo fondamentale nel determinare le reazioni allo stress, per questo motivo un intervento individuale che abbia lobiettivo di rafforzare la capacit psicologica di un individuo di fronte ai propri problemi pu aiutare ad incrementare il livello di abilit consentendogli di affrontare e superare problemi sociali e emozionali sempre pi complessi.

Infine agire sui mediatori situazionali significa fornire allindividuo delle risorse quando le proprie non sono sufficienti. Gli aiuti possono venire dal sistema famigliare, dalla rete amicale e in alcuni casi dalle risorse collettive elargite dai servizi pubblici o privati attivati dalla comunit.

Nessun cambiamento psicologico stabile Sviluppo organizzativo e di comunit Mediatori situazionali: sostegni o handicap materiali, sociali ecc.

Azione politica Mediatori psicologici aspirazioni, valori capacit di coping ecc. Situazioni nellambiente Crescita psicologica Reazioni transitorie allo stress Eventi di vita stressanti Caratteristiche psicologiche della persona nella situazione Psicopatologia Istruzione e socializzazione Training individuale sulle abilit Intervento sulla crisi Terapie correttive Figura 2: Modello dello stress psicosociale di Dohrenwend 48 2.

Prima di affrontare il tema dei diversi tipi di strategie e dei criteri che guidano la loro scelta, sembra opportuno fare chiarezza tra le diverse terminologie riscontrate in letteratura: stili, strategie e risorse di coping. Il termine stile rimanda alla tendenza ad agire in modo coerente in date situazioni. Le strategie invece sono le azioni cognitive o comportamentali che sono messe in atto. Infine le risorse sono gli aspetti personali autostima, autoefficacia etc.

Le molteplici strategie possibili possono essere raggruppate in stili. Lavoidance coping inoltre pu comprendere risposte orientate alla persona o al compito: un soggetto pu cio reagire a situazioni stressanti rivolgendosi ad altri social diversion o impegnandosi in attivit sostitutive distraction.

Allo stesso modo, pur utilizzando uno stile di coping centrato sulle emozioni si pu tentare di modificare attivamente i propri sentimenti riguardo al problema ricorrendo quindi a uno stile approach coping, oppure cercare di distrarsi non pensando alle emozioni suscitate dal problema utilizzando quindi uno stile avoidance coping.

Si rimanda alla Tabella 1 per una 49 specifica di alcune strategie possibili raggruppate secondo quanto proposto da Nes e Segerstrom Tabella 1 Problem-Focused Coping Emotion-Focused Coping Approach Coping Progettazione Ricercare supporto strumentale Coping orientato al compito Coping attivo Ricerca di confronto Ristrutturazione cognitiva Ricerca supporto emotivo Rivolgersi alla religione Accettazione Reinterpretazione positiva Avoidance Coping Evitamento del problema Disinvestimento comportamentale Negazione Distrazione Disinvestimento mentale Credere vero ci che si desidera Ritiro sociale Per comprendere quali strategie sono indicate per le diverse situazioni occorre tornare alla contrapposizione tra approccio disposizionale o situazionale al coping.

Chi guarda al coping in una prospettiva disposizionale ritiene che le persone tendano a ripetere sempre le stesse strategie indipendentemente dalla situazione.

Secondo la prospettiva orientata al processo esistono dei processi di coping che rimangono gli stessi in tutte le situazioni e sono quindi coerenti e stabili, mentre altri sorgono in risposta a richieste situazionali specifiche.

Ad esempio il coping centrato sulle emozioni pi usato per affrontare problemi legati alla salute, mentre si fa pi ricorso al coping centrato sul problema per risolvere delle questioni in ambito lavorativo. Da questo punto di vista quindi, lo stile di coping adottato varia a seconda del tipo di problema da affrontare e i problemi non si presentano mai in modo uguale.

Folkman Folkman, ha inoltre dimostrato che il tempo uno dei fattori che incide sulla scelta della strategia, il coping infatti cambia con il procedere dellevento.

Un altro fattore che esercita una forte influenza sulla scelta delle strategie di coping la percezione di controllabilit. Frydenberg Frydenberg, cerca di conciliare le due prospettive sostenendo un approccio duale al coping che tenga conto sia della coerenza individuale che della variabilit intrinseca a ogni problema. Nello specifico le regole si 50 riferiscono al significato soggettivo che viene attribuito allevento stressante, alla sua modificabilit, controllabilit e allambiguit della circostanza.

Le regole sono: 1. Se la valenza di un evento alta, la modificabilit bassa, la controllabilit alta, si pu prevedere il ricorso a delle strategie attive. Se la modificabilit della situazione valutata pi alta o uguale alla controllabilit, la strategia pi probabile il ricorso a strategie di coping passive quali il disimpegno comportamentale e mentale.

Se la valenza alta e modificabilit e controllabilit sono basse, probabile il ricorso alla fuga e allevitamento. Di fronte ad un evento stressante ambiguo ma controllabile si tende a ricorrere a una ricerca attiva di informazioni.

Di fronte ad un evento stressante ambiguo e non controllabile diviene probabile la soppressione della ricerca di informazioni. Se la controllabilit nel breve termine valutata bassa e anche la valenza bassa probabile una rivalutazione della situazione.

Le sei regole indicano quali sono gli stili e le strategie pi probabili nelle diverse situazioni ma ci non significa che le strategie messe in atto si rivelino efficaci. Le variabili in causa nella valutazione dei risultati delle strategie di coping sono molte, perch molte sono le circostanze con le quali ci si trova a confrontarsi e inoltre ci che funziona benissimo in una circostanza pu non funzionare affatto in unaltra situazione.

Di norma solo le persone che le hanno messe in atto possono dire se le strategie adottate hanno avuto successo, si pu quindi ricorrere prevalentemente a una valutazione soggettiva. Visto i numerosi problemi, i tentativi fatti per misurare lefficacia del coping sono stati pochi e fatti prevalentemente sugli effetti nel breve termine.

Per cercare di cogliere i mutamenti dovuti alla messa in atto delle strategie di coping, le ricerche si sono focalizzate sugli effetti a livello fisiologico, sui cambiamenti di umore e sulle emozioni esperite. Ad esempio Cagnetta Cagnetta, in una ricerca sulle differenze individuali nelladattamento psicologico in un campione di adulti malati cronici ha evidenziato che le strategie centrate sul problema e sullapproach coping, come ad esempio cercare delle informazioni, erano collegate con la sperimentazione di emozioni positive.

Mentre le strategie di coping, centrate sulle emozioni e sullavoidance coping come levitamento e la negazione erano correlate con emozioni negative e con uno scarso adattamento alla malattia. Il tema dellefficacia delle strategie di coping stato oggetto di attenzione soprattutto per gli studiosi interessati al fenomeno della resilienza, come verr messo in luce nel prossimo 51 paragrafo dopo una breve introduzione sui legami tra il costrutto del coping e quello della resilienza.

Nel primo capitolo si definito la resilienza come la capacit di affrontare eventi stressanti, superarli e continuare a svilupparsi aumentando le proprie risorse con una conseguente riorganizzazione positiva della vita. La definizione di coping si basa quindi su tre presupposti. Il primo relativo alle modalit di resistere agli eventi stressanti e dunque alla capacit di far fronte.

Quando si parla di individui resilienti o di reintegrazione resiliente levento stressante affrontato e superato con successo, mentre nellaccezione di coping di Lazzarus il coping rimanda solo alla messa in atto di strategie nel tentativo di far fronte allevento, leventualit che le strategie adottate non portino a una risoluzione positiva quindi contemplata.

Il secondo presupposto fa riferimento alla capacit di continuare a svilupparsi e aumentare le proprie competenze nonostante le condizioni avverse. La visione circolare del modello di Frydenber Frydenberg, suggerisce che le capacit di coping possano essere accresciute di volta in volta.

Ma un amplificato repertorio di strategie di coping solo uno degli ambiti di sviluppo ottenibili con una reintegrazione resiliente. Nella reintegrazione resiliente possono essere infatti potenziante anche lautostima, lautoefficacia, ecc.

Infine il terzo presupposto riconducibile alla riorganizzazione positiva della vita. Uno studio condotto su un campione di donne sottoposte ad aborto, ha dimostrato che quanto pi le donne avevano alti livelli di resilienza tanto pi il loro coping si avvicinava a uno stile di approach coping e tanto meno manifestavano un avoidance coping Richards, Cooper, Cozzarelli, Zubek, Come vedremo in seguito il tipo di coping adottato da queste donne 52 non era solo collegato allessere resilienti, ma anche al tipo di appraisal dellevento aborto fatto prima dellevento stesso.

Da quanto presentato fino ad ora sembra emergere lidea che la resilienza sia fortemente correlata al ricorso a strategie di coping riferibili a uno stile di approach coping, centrato sul problema e sulle emozioni e che questo sia il modo migliore per affrontare e superare, con un ulteriore sviluppo delle proprie risorse, gli eventi di vita stressanti, vale a dire per avere una reintegrazione resiliente.

Il repressive coping utilizza uno stile cognitivo non dissimile dallavoidance coping differenziandosi da esso per il livello di consapevolezza. Il repressive coping infatti emerge in modo relativamente automatico e non consapevole. Pertanto le emozioni sono suscitate dalla valutazione degli eventi esterni e interni e dal rapporto che esiste fra noi e loro.

Esse non sono accadimenti gratuiti e inspiegabili ma esiti del modo in cui le condizioni ambientali sono percepite e considerate dal soggetto in relazione al proprio benessere e al raggiungimento dei propri scopi e interessi.

In questa direzione il significato delle situazioni, piuttosto che la loro natura oggettiva in quanto stimoli, costituisce il fattore determinante per loccorrenza delle emozioni. Nella maggior parte dei casi si ha una certa consapevolezza nellelaborazione di questo significato, le emozioni infatti si distinguono dalla sensazioni e dagli stati danimo, poich richiedono una forma seppur elementare di 53 elaborazione delle informazioni e lattribuzione ad esse di un determinato significato Anolli, Le emozioni non avvengono alla cieca come riflessi ma richiedono un processo di valutazione cognitiva degli eventi elicitanti Belleli, Pertanto differenti valutazioni conducono a differenti emozioni.

Questo sistema di valutazione sotteso alloccorenza e al decorso dellesperienza emotiva concerne sia il livello, sia il tipo dellelaborazione delle informazioni. Per quanto riguarda il livello dellelaborazione si deve distinguere fra un processo inziale e un processo esteso di valutazione della situazione.

Il processo iniziale o automatico Leventhal, ; Scherer, immediato e molto rapido, consente una elaborazione limitata, schematica e intuitiva delle caratteristiche essenziali della situazione e viene impiegato di solito solo nelle situazioni demergenza e allerta.

Per contro, il processo esteso di valutazione comprende unesplorazione pi compiuta, attenta e consapevole delle relazioni fra le condizioni della situazione e i propri scopi e interessi personali, cos da cogliere in modo pi attendibile il significato della situazione medesima.

Il tipo di elaborazione delle informazioni consiste nella determinazione delle dimensioni valutative in base alle quali viene suscitata una specifica emozione. A questo riguardo Lazarus , come gi illustrato nel precedente paragrafo sul coping opera una distinzione elementare tra valutazione primaria e valutazione secondaria della situazione emotivamente attivante.

La valutazione primaria concerne le variabili motivazionali dellesperienza emotiva cio lidoneit o meno della situazione rispetto al conseguimento degli scopi del soggetto e consiste nel verificare se e quanto tale situazione pertinente con i suoi scopi, se e quanto facilita il loro perseguimento e quale coinvolgimento personale implica.

La valutazione secondaria riguarda la capacit dellindividuo di far fronte coping alla situazione, intesa come capacit di controllare levento emotigeno problem-focused coping sia come capacit di gestire e di regolare le proprie condotte emotive emotion-focused coping e consiste nel verificare se da una certa esperienza emotiva derivi biasimo o credito, quale sia il potenziale delle risorse psichiche per farvi fronte e quali siano le attese future generate.

Ogni emozione, positiva o negativa, connessa con un differente pattern di appraising. Lazarus tra i primi a rimarcare che lappraisal non unazione unica ma costituito da un set di azioni cognitive e per enfatizzare questo concetto compie una distinzione tra la forma verbale appraising che si riferisce allazione del valutare e il nome appraisal che rimanda al prodotto della valutazione. Accanto a queste distinzioni operate da Lazarus, diversi altri autori sono giunti in modo indipendente a individuare una serie di dimensioni in funzioni delle quali viene valutata la 54 situazione e viene provata una corrispondente specifica emozione da parte del soggetto Frijda, , ; Roseman, ; Smith, ellsworth, ; Scherer, , La versione pi recente del SECs Sander, Grandjean, Scherer, organizzata sulla base di quattro oggetti di valutazione che rappresentano le principali classi di informazioni della quali un organismo ha bisogno per preparare una reazione appropriata, ovvero la rilevanza, le conseguenze, il coping potenziale e il significato normativo.

La rilevanza risponde al bisogno di controllare gli stimoli interni e esterni, per capire se occorre prestare maggiore attenzione e preparare una possibile reazione adattiva o se pu essere mantenuto il normale status quo.

Con questo criterio valutativo si cerca di capire quanto levento sia rilevante e quanto influenzi direttamente la persona o il suo gruppo di riferimento e per farlo la persona segue tre step, ovvero la valutazione: della novit, della piacevolezza intrinseca e della rilevanza ai fini del raggiungimento degli obiettivi personali. Dopo questo primo step la valutazione della novit pu variare molto da individuo a individuo, da situazione a situazione e dipende dallo stato motivazionale, dalle precedenti esperienze con lo stimolo in questione e dalle aspettative.

Al livello pi alto di complessit, la valutazione della novit prevede una stima della prevedibilit ovvero la valutazione, basata su passate osservazioni di regolarit di riproduzione di un dato evento, che questultimo si riproduca. La valutazione della piacevolezza o della spiacevolezza intrinseca dello stimolo si basa sulle caratteristiche dello stimolo, non dipende dalle preferenze o dagli obiettivi momentanei del soggetto e gioca una parte fondamentale nel determinare il tipo di reazione allo stimolo: una 55 valutazione di piacevolezza incoraggia un approach coping, mentre una valutazione di spiacevolezza orienta verso un avoidance coping.

La valutazione delle implicazioni e delle conseguenze considerata il cuore del processo dellappraisal, dal momento che determina il grado con il quale lo stimolo pu rappresentare una minaccia per la sopravvivenza o ladattamento dellindividuo e quanto pu essere di intralcio nel conseguimento dei propri obiettivi.

La valutazione dellattribuzione causale rimanda allattribuzione della causa dello stimolo a un agente e qualora questo sia un essere animato, alla valutazione della sua intenzionalit nel provocare levento. Dal momento che a suscitare lemozione non lo stimolo in se ma il come lo stimolo viene percepito dallindividuo diventa fondamentale per questultimo valutare e riuscire a prevedere con quale probabilit ci si possono aspettare certe conseguenze.

Ad esempio per uno studente che non ha superato un esame importante prevedere che reazioni avranno i genitori. Nel valutare la discrepanza rispetto alle aspettative, si stima se levento coerente o discrepante rispetto alle aspettative relative a quel particolare momento o relative alla sequenza di azioni che devono essere compiute per il raggiungimento di un obiettivo. Il grado di discrepanza o coerenza dato dal numero di elementi che combaciano con le aspettative originali.

Di grande importanza anche la valutazione di quanto lo stimolo in grado di aiutare nel conseguimento di un obiettivo o nella soddisfazione di un bisogno. Quanto pi un evento in grado di promuovere il raggiungimento di un obiettivo, tanto pi la persona si impegner per cercare di raggiungerlo.

Infine con la valutazione del grado di urgenza, si stima quanto i propri obiettivi sono in pericolo e quanto pi gli obiettivi sono in pericolo tanto pi veloce sar lattivazione e questo produrr un immediato aumento della prontezza allazione e alla risposta.

Questo step implica la valutazione del controllo, del potere e delladattamento. Valutare il controllo implica stimare il grado con il quale levento pu essere controllato o influenzato da un agente naturale uomo o animale. Si pu ad esempio essere un grado di prevedere con sufficente precisione il percorso di un uragano senza per riuscire e controllarlo. Se possibile esercitare il controllo il coping potenziale dipende dal potere dellindividuo di esercitare il controllo o di farsi aiutare nellesercitarlo.

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La valutazione implica quindi la stima delle risorse fisiche, economiche, sociali ecc. Nel caso nellevento sia intenzionalmente causato da un agente esterno, come ad esempio accade in una aggressione, si valuta non solo il proprio grado di potere ma anche quello dellaggressore e il risultato di queste due valutazioni determina una risposta di combattimento se si attribuisce maggior potere a se stessi, o di paura se si attribuisce maggior potere allaggressore.

La valutazione delladattamento rimanda alla capacit di convivere e adattarsi agli effetti dellevento una volta che si sono messe in atto tutte le risposte in proprio potere. Se le azioni compiute in risposta allevento danno un esito negativo, ladattamento tanto maggiore quanto la valutazione del controllo e del potere porta alla conclusione che non si poteva fare molto per cambiare la situazione. Infine per un essere umano importante valutare come lazione che sta per compiere in risposta ad un evento, viene valutata dal suo gruppo di riferimento e quale impatto avr sull immagine che ha di se stesso.

Questo step implica la valutazione degli standard interni e degli standar estermi. I primi rimandano a quanto unazione va oltre i propri standard interni, come ad esempio lidea che si ha di se stessi attribuiti desiderabili o il codice morale interiorizzato condotte obbligatorie. A livello senso motorio i meccanismi di valutazione sono per la maggior parte 57 determinati geneticamente, a livello schematico i criteri del SECs prendono forma da schemi basati sullapprendimento sociale e la maggior parte del processamento avviene in modo automatico e non consapevole.

Infine a livello concettuale il SECs processato a partire dalle aree associate alla via corticale e coinvolge il sistema del significato culturale. Le valutazioni a questo livello avvengono in modo consapevole. Si suppone che questi tre differenti livelli interagiscano continuamente tra di loro producendo degli effetti top-down e bottom-up. Il meccanismo dellappraisal richiede inoltre linterazione con le differenti funzioni cognitive e i circuiti neuronali ad esse sottesi e implicati nel processo di comparazione delle caratteristiche dello stimolo con gli schemi e le rappresentazioni in memoria, con il concetto di se e con le aspettative, le priorit e le urgenze.

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La figura 3 mostra come vi sia una influenza bidirezionale tra lappraisal e le funzioni cognitive, ad esempio allinizio del processo di valutazione richiesto un basso livello di attenzione ma una valutazione di rilevanza dello stimolo aumenta immediatamente il livello di attenzione richiesto.

Le caratteristiche dello stimolo sono paragonate con gli schemi presenti in memoria ma allo stesso tempo le caratteristiche degli stimoli pi rilevanti sono memorizzati come schemi emotivi.

Anche le conseguenze sono paragonate con gli attuali stati motivazionali ma allo stesso tempo il risultato della valutazione pu modificare la motivazione. Questi effetti bidirezionali tra appraisal e funzioni cognitive sono illustrati dalle frecce nella parte alta della figura 3 Sander, Grandjean e Scherer, Figura 3: Component Process Model 58 Il processo dellappraisal non avviene una sola volta, siamo costantemente impegnati a valutare e rivalutare reappraisal levento fino a quando non ci adattiamo alla situazione elicitante.

Come si pu vedere in figura 3 il SEC segue una sequenza precisa rilevanza, conseguenze, coping potenziale, significato normativo e ogni step fa da filtro per quello successivo. Il risultato di ogni singolo step e sotto step influenza differentemente e cumulativamente lo stato di tutti gli altri momenti di step e sotto step, cos come tutti gli altri sistemi coinvolti attenzione, memoria, motivazione, pensiero, s.

Ad esempio, nel momento di valutazione della rilevanza allo step della novit, si pu considerare levento come nuovo e ci produce una risposta di orientamento che si traduce; a livello della attivazione fisica automatica in un aumento del battito cardiaco e della conduttanza cutanea; a livello della tendenza allazione in un cambiamento posturale con orientamento verso la fonte dello stimolo; a livello dellespressione motoria in un cambiamento nella priorit degli obiettivi per essere pronti a reagire a una potenziale emergenza; a livello delle sensazioni soggettive in un cambiamento nello stato dellattenzione.

Dopo qualche millisecondo la valutazione del grado di piacere pu far decidere che il nuovo stimolo spiacevole e questo produce una risposta di difesa con un ulteriore aumento del battito cardiaco, un comportamento elusivo, un attivazione motoria di allontanamento dallo stimolo e uno stato emotivo negativo. Allo stesso modo tutti i seguenti step valutativi possono cambiare lo stato generato dagli step valutativi precedenti, continuando ad andare nella direzione di una sempre maggiore attivazione negativa cos come andare nella direzione di una diminuzione dellattivazione.

In particolare levento in questione considerato come una sfida Florian et al. Uno studio condotto su oltre donne che hanno abortito, ha dimostrato che lappraisal dellevento aborto fatto prima dellevento stesso, funge da mediatore tra la resilienza e ladattamento dopo laborto.

Prima dellaborto le donne con alti livelli di resilienza avevano valutato questo evento come meno stressante, rispetto a donne con bassi livelli di resilienza, e si erano anche sentite maggiormente in grado di affrontare levento self-efficacy.

Questo ha 59 fatto si che queste donne abbiano sperimentato meno stress dopo laborto e fossero pi sicure rispetto alla decisione presa. Inoltre lappraisal prima dellaborto si rivelato fungere anche da mediatore tra la resilienza e il coping. Quanto pi le donne valutavano levento aborto positivamente tanto pi il loro coping si avvicinava a uno stile di approach coping e tanto meno manifestavano un avoidance coping Richards, Cooper, Cozzarelli, Zubek, Una serie di studi condotti con lo scopo di indagare il ruolo dellappraisal allinterno del processo di resilienza ha, seguendo il modello proposto da Lazarus, preso in considerazione due tipologie di appraisal: di minaccia o di sfida.

I risultati di questi studi hanno confermato che gli individui con alti livelli di resilienza posti di fronte ad un evento stressante indotto sperimentalmente tendono a valutarlo come una sfida, mentre individui con bassi livelli di resilienza lo valutano come una minaccia. Gli stessi studi hanno anche posto in evidenza come la valutazione dellevento come una sfida, sia positivamente correlata con una maggiore sperimentazione da parte dei soggetti resilienti di emozioni positive e come queste ultime siano positivamente correlate con un pi rapido ritorno dellattivit cardiovascolare ai livelli di base.

Infine gli studi hanno rilevato che se individui non resilienti vengono indotti a valutare una situazione stressante come una sfida, sperimentano un maggiore livello di emozioni positive con un conseguente pi rapido ripristino della attivit cardiovascolare rispetto a non resilienti indotti a valutare la stessa situazione come una minaccia.

Questa constatazione apre alla possibilit di poter aiutare i non resilienti ad adattarsi in modo pi efficace agli eventi stressanti grazie ad una modificazione del loro modo di valutare lambiente. Questa scoperta ha indotto Folkman a compiere una revisione della teoria dello stress e del coping di Lazarus e contemporaneamente la Broaden and Build Theory di Fredrikson Fredrickson, ha ulteriormente incrementato linteresse verso le emozioni positive. Visualizza tutti i Seminari Iscriviti alle news su nuovi Convegni.

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