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Codice di diritto canonico da scaricare


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  2. Codice di Diritto Canonico
  3. Traduzione di "codice di diritto canonico" in francese

Arduum sane munus (Festa di San Giuseppe, 1904): Motu Proprio con il quale Pio X crea la Commissione Pontificia per la codificazione del diritto canonico (De. CODICE DI DIRITTO CANONICO Vedi anche: Crediti. IntraText CT è il testo ipertestualizzato completo di liste e concordanze delle parole. CAPITOLO I LA CURA PASTORALE E GLI ATTI DA PREMETTERE ALLA CELEBRAZIONE DEL. I canoni di questo Codice, nella misura in cui riportano il diritto antico, sono da valutarsi tenuto conto della tradizione canonica. Il codice di diritto canonico (abbreviato in CIC, dal titolo latino codex iuris Il nuovo CIC è stato promulgato da Giovanni Paolo II il 25 gennaio PER SCARICARE IL CODICE DI DIRITTO CANONICO IN PDF CLICCA QUI. Facoltà di diritto canonico pontificia università della. codice di diritto canonico mentato pdf gratis migliaia di libri da scaricare e leggere.

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Infatti, pur venendo nel marzo del 1963 istituita la Pontificia commissio codici iuris canonici recognoscendo, i lavori veri e propri di revisione furono avviati dopo il 1965, di modo che la nuova codificazione potesse effettivamente recepire sul piano normativo le decisioni dell'assise ecumenica. I lavori di codificazione si protrassero per tutto il pontificato di Paolo VI e terminarono durante i primi anni del pontificato di Giovanni Paolo II.

Nel discorso del 3 febbraio 1983 Giovanni Paolo II raccomanda di leggere il CIC in parallelo con i documenti conciliari e, suggerendo l'immagine del triangolo, pone la Sacra Scrittura al vertice, come unica e insostituible legge fondamentale della Chiesa, e alla base da un lato gli atti del Concilio Vaticano II e dall'altra il CIC.

Finalità modifica modifica wikitesto La Costituzione apostolica Sacrae disciplinae leges 25 gennaio 1983 con cui Giovanni Paolo II ha promulgato il nuovo CIC spiega: "Il codice non ha come scopo in nessun modo di sostituire la fede, la grazia, i carismi e soprattutto la carità dei fedeli nella vita della Chiesa. Al contrario, il suo fine è piuttosto di creare tale ordine nella società ecclesiale che, assegnando il primato all'amore, alla grazia e al carisma, rende più agevole contemporaneamente il loro organico sviluppo nella vita sia della società ecclesiale, sia anche delle singole persone che ad essa appartengono".

Aggiunge che il CIC è "lo strumento indispensabile per assicurare il debito ordine sia nella vita individuale e sociale, sia nell'attività stessa della Chiesa".

All'inizio del codice si stabilisce che il CIC riguarda solo la Chiesa latina can. A differenza del diritto civile, "articolo" è quindi una sezione, un raggruppamento di alcune norme, e non le norme stesse la norma particolare infatti è detta canone abbreviato in "can.

Nella prima parte si tratta del laicato e del clero, e dei rispettivi diritti e doveri. Nella seconda parte si definiscono la suprema autorità della Chiesa e le Chiese particolari diocesi e altre strutture ecclesiali ad esse equiparate. La terza parte regolamenta i tipi di comunità religiose, gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica.

La prima parte concerne i sacramenti: il ministro di ogni sacramento, la disposizione del ricevente, la sua celebrazione. La seconda parte concerne i sacramentali, l'ufficio divino, i funerali, la devozione ai santi, i voti e i giuramenti.

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In tal senso, anche un protestante, validamente battezzato, potrebbe vantare tale appartenenza. Un concetto questo che viene ribadito al c. Un'attenzione particolare, anche se non sufficientemente sviluppata da un punto di vista giuridico, viene riservata alla figura dei catecumeni con il c.

Infatti, recita il canone: "Per istituzione divina vi sono nella Chiesa tra i fedeli i ministri sacri, che nel diritto sono chiamati anche chierici gli altri fedeli poi sono chiamati anche laici". Tale potestà viene conferita in via sacramentale ed è di istituzione divina c. A differenza del Codice del 1917, il Vaticano II, pur sottolineando la diversità tra laici e chierici, diversità che risiede nella funzione, ma non nella dignità pur sottolineando l'insostituibile compito della gerarchia, tuttavia riconosce che gerarchia e clero da soli non possono assumersi tutta la missione della salvezza.

Codice di Diritto Canonico

Questa diversità, pertanto, non intacca la dignità dei fedeli, sancita dal c. Il loro stato, pertanto non riguarda la struttura della Chiesa, ma solo un modo diverso di porsi all'interno della stessa e non costituisce una via intermedia tra i chierici e i laici. Il diritto ecclesiastico ha come meta generale e di fondo il conseguimento della gloria di Dio, della salvezza delle anime e del bene comune, creando una unità tra tutti i fedeli.

Insomma tutto deve concorrere "ad majorem Dei gloriam" e per un'ordinata crescita dell'intera Chiesa. Bisogna, pertanto, puntare sempre alla sostanza delle cose più che al rispetto formale del diritto. Solo in questo quadro interpretativo la comunione dei fedeli con tutta la Chiesa viene garantita. Significativa è l'espressione "anche nel loro modo di agire".

Traduzione di "codice di diritto canonico" in francese

La comunione con la Chiesa, tuttavia, non va inteso come uno tra i tanti diritti e doveri del cristiano, ma è l'unico diritto-dovere che salvaguarda l'esercizio di tutti gli altri. Infatti porsi fuori dalla comunione ecclesiale fa decadere da ogni diritto e ogni dovere. Occorre, quindi, nell'esercizio dei propri diritti avere un ampio sguardo che, superando ogni personale ed egoistico interesse, sappia abbracciare per intero la Chiesa.

Solo questa condizione garantisce la comunione ecclesiale.

Il catalogo dei diritti e dei doveri cann. Appare, infatti, nel legislatore una evidente preoccupazione che l'enunciazione dei diritti dei fedeli possa portare ad un abuso o a dei fraintendimenti o, in qualche modo, possa legare le mani all'autorità ecclesiastica.

Questo lo ha portato a ripetere, nell'enunciazione dei singoli diritti, limitazioni e condizionamenti d'uso già enunciati da altre norme. Un esempio ci viene dato dal c. Va detto, inoltre, che l'elenco dei diritti non è assolutamente esauriente e il loro esplicitarsi presenta non poche limiti. Infatti, la sostanza inerisce a valori e a realtà trascendentali che mal si adattano alla povertà e ai limiti del linguaggio umano.

Non va, poi, dimenticato che è la prima volta nella storia della Chiesa che si tenta di formalizzare i diritti e i doveri dei fedeli, che si radicano primariamente in un diritto divino in virtù dell'incorporazione dei fedeli in Cristo. Il Codice, infine, non va mai interpretato in modo rigidamente legalistico, a motivo della sua particolare natura, ma deve essere collocato all'interno di quel triangolo formato dallo stesso Codice, dai documenti conciliare e dalla Parola di Dio inoltre, bisogna sempre rifarsi alla natura del fedele come emerge dalla rivelazione e che il c.

Questa visione riduttiva della vita cristiana è decisamente respinta dal Vaticano II dato che tutti i fedeli, di qualsiasi ordine e grado, sono chiamati alla pienezza della vita cristiana, confermando qui quell'uguaglianza sancita dal c.